Sondaggi-choc per il Pd A Roma è dietro Grillo e Renzi si tiene Marino

L’obiettivo è scavallare il Giubileo. Lasciare passare, senza traumi, almeno il periodo dell’apertura dell’Anno Santo che porterà a Roma milioni di pellegrini. Ma l’auspi-cio del sindaco Ignazio Marino – arrivare indenne alla fine del mandato (2018) e sperare di poter correre per un’eventuale rielezione – è destinato a rimanere solo un sogno, visti i sondaggi che circolano.

AlNazareno, quartiergenerale del Pd, sono nel panico per il pasticcio romano. Temono come la peste una nuova ondata di provvedimenti per l’inchiesta su Mafia capitale: nel dubbio, ai consiglieri coinvolti è stata vivamente consigliata la mossa dell’autoso-spensione, se non addirittura delle dimissioni. Preoccupa, sebbene il commissario romano dei dem, Matteo Orfini, ostenti sicurezza, la relazione che il prefetto, Franco Gabrielli, consegnerà venerdì al ministro dell’Interno Angelino Alfano.Se vi dovessero esserci om -bre sull’attuale amministrazione (si parla di «forte degrado morale della città»), è possibile che tra Palazzo Chigi e Campidoglio cali di nuovo il gelo, e allora addio sogni di gloria per il «marziano» Ignazio, che invece continua a ripetere: «Io e la mia giunta siamo il vero argine al malaffare», dimenticando, però, che è stato proprio il suo assessore alla Casa uno dei primi ad essere finiti al gabbio perché «amico» di Buzzi e Carminati.

I sondaggi, dicevamo. Impietosi per il fu primo partito della Capitale, quello che ha vinto in tutti i municipi e ha occupato ogni angolo di potere seguendo solo la logica della spartizione ad amici e parenti. Uno sfacelo per Roma, dove ormai non funziona più niente e la gente chiede fatti, non chiacchiere. Se si andasse a votare adesso, non solo il 73% volterebbe le spalle a Marino, come rileva Demos, ma il Pd sarebbe di molto sotto il 30%, asfaltato dalM5S, secondo una rilevazione Swg riportata dal Messaggero,e se la giocherebbe con il centrodestra se si presenta unito.

Dati che hanno fatto impallidire Renzi, sempre più tentato dallo scaricare il sindaco ciclista e andare alle urne, se non a ottobre, nella primavera prossima, insieme alle altre grandi città italiane e, ovviamente, con un candidato diverso da Marino, il quale insiste: «Non mi cacceranno neanche con le cannonate». E, delresto, portare la Capitale al voto in queste condizioni per Renzi sarebbe una débacle: significherebbe consegnare la città agli avversari. Ai grillini inesperti, ma non indagati, o al centrodestra che è già in campagna elettorale con il consigliere-imprenditore Alfio Marchini, che piace a tutti (tranne ai Fratelli d’Italia) e rischia, trasversale com’è, di rubare consensi anche al Pd.

Meglio blindare Marino, dunque. Studiare la strategia e sperare che il dossier Gabrielli non preluda a uno scioglimento del Comune per mafia. Nel frattempo, però, il sindaco deve accettare di avviare quella fase 2 che presuppone un rimpasto (c’è da sostituire il renziano ai Trasporti Guido Improta ed è in bilico la titolare del Bilancio) e forse, un vice-sindaco imposto da Renzi stesso, che farebbe infuriare Sel. In pratica, una sorta di commissariamento soft per consentire al Giubileo di svolgersi senza tensioni e, anche qui, sotto la supervisione del prefetto Gabrielli, che poi così si guadagnerebbe sul campo il diritto di diventare il candidato sindaco del centrosinistra. Almeno, così, siragiona alNa-zareno, senza per ora parlare di primarie, ma avendo bene in mente che se Marino non si adeguerà ai diktat del premier, non avrà vita facile.

Non a caso, il presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, ha puntato il dito contro la malagestione del Comune di Roma tra il 2011 e il 2014, fotografando una situazione di sprechi e appalti sospetti che si protrae da tempo e riguarda anche l’inizio della gestione Marino. Il sindaco, però, tira dritto: ieri ha presentato il piano anti-in-cendi e la pulizia nei parchi pubblici. «Romani, aiutateci», è l’appello del Campidoglio. Un po’ tardivo.

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Scritto da Magazine Donna il 05/07/2015 7:09

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