Straziata dallo yacht mentre fa il bagno con papà

È stato il suo papà a riportarla a riva. In braccio. Probabimente lui aveva già capito quel che era accaduto. Ma la speranza di poter forse ancora salvare la sua piccola Letizia ha avuto la meglio sullo strazio di vedere quel corpicino lacerato dalle ferite. E ormai praticamente senza vita. Pochi attimi prima erano insieme, in acqua.Anuotare.La bambina, 11 anni, aveva insistito per fare l’ultimo tuffo della giornata prima di tornare a casa. Papà Andrea, alla fine, aveva ceduto. Vista l’ora – erano da poco passate le 17 – e la bella giornata di sole. Si erano buttati felici dal motoscafo -un’imbarcazione di 14 metri – lasciando al timone dello yacht un amico, Maurizio Loi, un famoso campione di surf. Con loro, in quella bella gita in mare, c’era anche la sorella più piccola di Letizia, di soli 8 anni. Con loro anche altri amichetti.

Un ultimo bagno al largo di Santa Margherita di Pula, una delle spiagge più belle del Cagliaritano. A pochi passi da casa per chi vive a Assemini.

La barca era in un punto non molto lontano dalla riva e così i due avevano deciso di raggiungere la spiaggia a nuoto. Papà Andrea, figlio di un noto imprenditore di Assemini (Ca), Basilio Trudu (già proprietario della storica discoteca «Eurogarden»), si tuffa per primo. Letizia lo segue. Con lei gli altri amichetti che, senza sosta come delle molle impazzite, continuano a buttarsi e a risalire sullo yacht. Poi qualcosa, però, va storto: la bambina cerca di risalire in barca da poppa. Ma le eliche del motore la tranciano. Ferendola a morte. Non lasciando scampo a Letizia.

Basta un attimo a papà Andrea per accorgersi che Letizia non c’è, non è dietro di lui, e subito chiede all’amico Maurizio se la vede o se è ancora a bordo. Questo è forse l’attimo in cui dalla gioia si passa alla tragedia. Nemmeno l’amico la vede e immediatamente si allarma: la prima (incauta) mossa che fa è accendere il motore. Ed ecco l’inizio della disgrazia. Chi si trova al comando quasi sicuramente non ha il tempo nè la possibilità di accorgersi di quel che sta accadendo proprio lì accanto. Lì sotto. All’improvviso avvicinamento di Letizia all’imbarcazione. È un attimo. Quello fatale. Maurizio Loi accende il motore, si sposta di poco, poi si tuffa in acqua per cercare la bambina, poi risale in barca. Nulla. Riaccende il motore e si allontana verso il porto di Marina Piccola a Ca-gliariper chiedere soccorsi. Probabilmente è in quel momento che il papà rivede la sua piccola. È in unapoz-za di sangue. La prende tra le braccia e la porta a riva. Letizia viene rianimata dai sanitari del 118 sulla spiaggia. Ma è tutto inutile. Le ferite inferte dall’elica le hanno compromesso gli organivitali. Da ieri sera lo yacht è sotto sequestro. Soltanto nelle prossime ore, saputa l’esatta dimanica della vicenda, si capirà se verranno presi provvedimenti nei confronti di chi era al comando dell’imbarcazione nel momento della tragedia.

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Scritto da Magazine Donna il 10/07/2015 5:42

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