Sul sito web delle missioni critiche a Francesco su Cuba

Il Papa e la Chiesa cubana hanno taciuto un po’ troppo. Speriamo che in futuro…». È il titolo di un articolo a commento del viaggio papale, a firma di un esule cubano a Miami di nome Flavio Labrador. Ed esprime un sentimento piuttosto diffuso tra coloriche si oppongono al regime castrista. «Il Papa non ha parlato né di libertà né di diritti umani a Cuba», ha accusato ad esempio anche la leader delle Damas de Blanco Bertha Soler. Ma nello scritto di Labrador c’è una differenza, che è piuttosto clamorosa. È stato infatti pubblicato da Asia News: agenzia di stampa ufficiale del Pontificio Istituto per le Missioni Estere (Pime).

E direttore di Asia News è Padre Bernardo Cervellera: anche alla testa di Fides, l’agenzia stampa ufficiale del Vaticano.«Sarebbe come se l’Osservatore Romano criticasse il Papa», era una vecchia iperbole che si usava in ambito giornalistico. E invece, in pratica ci siamo, anche se Asia News è meno universalmente nota dell’Osservatore Romano è però consultata e apprezzata
da chiunque si occupi di politica internazionale. Un ammutinamento di Padre Cervellera da soprassalto di indignazione per i silenzi di Papa Francesco all’Avana? In realtà, nei discorsi del Pontefice durante la visita a Cuba ci sono stati diversi passaggi interpretabili come critiche al regime castrista. A Hol- gum, ad esempio, ha parlato dei «sacrifici» fatti dalla Chiesa cattolica nell’isola e ha chiamato a «superare le resistenze del cambiamento». All’Avana aveva criticato le ideologie, l’elitismo e i deliri di onnipotenza. Appena sceso dall’aereo aveva ricordato la frase di Giovanni Paolo II nel 1998, «che Cuba si apra al mondo e che il mondo si apra a Cuba»; aveva chiesto che Cuba fosse «un esempio di nconciliazione»;aveva citato l’eroe nazionale cubano José Marti per parlare del«siste- ma, morto per sempre, di dinastie e gruppi»; e aveva anche mandato un saluto a «tutte quelle persone» che «non potrò incontrare e tutti i cubani dispersi per il mondo».

Forse è esagerato definirli «messaggi subliminali», come ha detto qualcuno. Certamente, però, è molto meno di quanto aveva detto in precedenza in altre occasioni, e anche meno di quello che è tornato a dire negli Stati Uniti. «Non ho notizia che siano stati arrestati 50 dissidenti durante la mia visita», è arrivato a dire Francesco in aereo, ai giornalisti che lo interpellavano. «Per noi cattolici, la Chiesa è madre e maestra, e anche saggia, ma spesso i suoi gesti verso governi o individui rischiano di rimanere incomprensibili a molti», è il commento di Labrador ospitato da Cervellera. «La visita di Papa Francesco a Cuba nei giorni scorsi sta risvegliando in persone di tutto il mondo molte domande: Perché il papa non ha incontrato i dissidenti? Perché non ha ascoltato la loro voce direttamente, perché non ha ascoltato le loro preoccupazioni, essendo essi fra le persone che soffrono di più? Perché non chiamare le cose con il loro nome, chiamando “dittatura” il governo dell’Avana e chiedendo pubblicamente che esso garantisca ai cubani libertà e una vita senza persecuzioni e senza paura?».
«Non ho alcuna risposta a queste domande, ma vorrei almeno parlare di una realtà cubana diversa da quella che il mondo ha visto in questi giorni». «Fa male vedere che lo stesso regime che si beffava (e si beffa) di Dio, la Chiesa, i religiosi e le religiose, il papa, abbia ricevuto Francesco fingendo di dare l’immagine di un governo rispettoso degli esseri umani e dei loro diritti. E quello che mi fa più male è sapere che esso non ha alcuna intenzione di cambiare».

FacebookTwitterGoogle+
Scritto da Magazine Donna il 26/09/2015 8:53

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *