Tabaccaia uccisa in negozio a coltellate

Venti coltellate sembrano troppe per una rapina. Certo, un raptus o l’uso di droga potrebbe spiegare una simile furia, ma i carabinieri non sono convinti che a uccidere Maria Luisa Fassi sia stato un rapinatore. Eppure la Fassi, tabaccaia di 54 anni colpita a morte nel suo negozio nel centro di Asti, era una donna dalla vita semplice, senza ombre che possano far pensare alla vendetta di un nemico.

L’aggressione è avvenuta attorno alle 7.30 del matttino. La tabaccaia era già dentro da alcune ore e non c’erano clienti quando il suo assassino è entrato con un coltello da cucina con cui si è accanito su di lei, colpendola con circa venti coltellate tra petto, addome, fianchi e schiena. L’ha lasciata sulpavimento a contor

I carabinieri del nucleo radiomobile e quello investigativo hanno fatto sapere che non ci sarebbero telecamere di sorveglianza che hanno ripreso la fuga, e che non è possibile almomen-to fornire un identikit preciso. È comunque possibile che lo dicano per allentare la pressione dei media e lavorare con maggiore tranquillità. Inoltre, l’assassino potrebbe commettere un errore pensando di essere ancora un fantasma senza faccia.

La ricostruzione fornita finora vedrebbe un uomo col volto scoperto entrare armato di una lama da cucina: una breve colluttazione con la donna, l’aggressione violenta per portar via un magro bottino preso dalla cassa, e infine la fuga con i vestiti sporchi di sangue. La fortuna è stata dalla sua parte perché il primo cliente è arrivato alcuniminutidopo e hatrovato soltanto il corpo della donna in fin di vita. È stata trasportata d’urgenza all’ospedale “Cardinal Massaia”, dove i medici del reparto guidato dal professore Bartolomeo Marino (primario di chirurgia generale) hanno tentato di salvarla fino alla fine. I loro sforzi non sono bastati, la Fassi si è spenta dopo quasi dieci di ore di sala operatoria.

Chi poteva volere la sua morte? Ed è stata davvero una rapina? La modalità non convince i carabinieri, che in ogni caso non possono escludere alcuna pista. Se di rapinatore si tratta, potrebbe essere un dilettante: questo spiegherebbe la scelta del coltello e la decisione di colpire alle 7.30, quando la cassa è praticamente vuota. Non solo, un’aggressione così feroce e gratuita sarebbe compatibile col profilo di un dilettante in preda al panico o di un tossico che non era lucido.

La Fassi era molto conosciuta in città, apparteneva a una famiglia ben radicata e stimata. La tabaccheria non era il centro del suo mondo, la sua grande passione per la cucina la portava a trascorrere tanto tempo nel ristorante di famiglia “Gener Neuv”. Il sindaco Fabrizio Bri-gnolo ha incontrato i parenti della donna nel reparto di terapia intensiva per portare l’abbraccio di tutta la città ancora sotto choc per un altro omicidio irrisolto. La morte del camionista Francesco Indino, di 52 anni, ucciso a colpi di cric in piazza Campo del Palio all’alba del 25 giugno scorso. L’uomo lavorava peruna ditta di ortofrutta di Costigliole, i suoi assassini lo avrebbero aspettato nel parcheggio dove tutte le mattine lasciava l’auto per salire sul camion frigo dell’azienda. Anche in questo caso chi ha ucciso non ha ancora un nome e gli investigatori escludono che si tratti di una rapina perché in tasca aveva ancora il portafogli.

Vittima di due rapinatori, invece, un altro tabaccaio ammazzato nel dicembre scorso durante il tentativo di svaligiare il suo negozio ad Asti. ManuelBacco, di 37 anni, provò a difendere la moglie e venne colpito da due proiettili. I banditi non sono stati ancora presi.

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Scritto da Magazine Donna il 05/07/2015 7:24

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