Terremoto in Bankitalia, indagato Visco

E adesso? L’esempio di Spoleto – che qualche imbarazzo intanto al presidente Brancadoro lo ha consegnato – potrebbe servire, soprattutto se serve a smascherare un modus operandi di Bankitaliache vede mettere in crisi il suo sistema di vigilanza: la chiosa del Fatto quotidiano è emblematica quando parla di una Banca d’Italia “in questi ultimi anni spesso più attenta a fare politica industriale che nel settore del credito che vigilanza”. Ma qual è il contesto in cui la procura umbra starebbe cercando di fare chiarezza? Nell’inchiesta coordinata dal pm Gennaro Iannarone sono indagati anche i commissari nominati da Bankitalia (Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile), i componenti del comitato di Sorveglianza (Silvano Corbella, Giovanni Domenichini e Giuliana Scognamiglio) e l’attuale presidente di Bps, Stefano Lado, che è vicepresidente diBanco Desio. Nel 2014 – è la ricostruzione del quotidiano – i commissari decisero di vendereBps a Banco Desio. Il commissariamento sarebbe stato poi annullato dal Consiglio di Stato.

Un gioiello che finisce sotto l’occhio di uno dei soci di minoranza – la Coop Centro Italia, titolare del 2% delle azioni – e quello non benevolo di Palazzo Koch.

Frutto del “medesimo disegno criminoso”, secondo i soci della Spoleto crediti e servizi, “risulta anche la cessione della filiale di Torino della Bps alla Banca Popolare di Vicenza in quanto la medesima per le modalita’ ed i tempi con i quali e’ avvenuta lascia chiaramente intendere che si e’ trattato del prezzo pagato dai commissari straordinari alla Banca Popolare di Vicenzaaffinche’ quest’ultima si ritirasse dalla competizione in ordine all’acquisizione del pacchetto di maggioranza della Bps, il tutto ovviamente in favore della designata (da tempo) Banca Desio spa”. E si sono rivolti, scrive il Fatto, alla Procura di Spoleto. Una prima ispezione si concluse nel 2011. Banca d’Italia avrebbe imposto la rimozione del presidente di Bps, Antonio Giovannini. La quota discese al 10%, con grave danno economico per i soci della cooperativa.

Massimo riserbo da parte della Procura di Spoleto.

. Fatti che sarebbero stati commessi fra il 30 settembre del 2007 al 24 aprile 2012 “ai danni della Banca popolare di Spoleto e altri soggetti”. Due provvedimenti annullati dal Consiglio di Stato.

Le ipotesi di reato nell’indagine aperta dalla procura di Spoleto sul governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e altre sette persone sono quelle presenti nell’esposto presentato dai piccoli azionisti di Pop Spoleto e restano tutte “da verificare e valutare”.

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Scritto da Magazine Donna il 25/10/2015 4:01

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