Troppi integratori alimentari provocano il tumore alla prostata

La ricerca è iniziata 7 anni fa ed ha portato gli studiosi a concludere che determinati composti naturali presenti negli integratori alimentari possono incrementare il rischio di tumore alla prostata. La scoperta è di quelle rivoluzionarie e arriva dritta dritta da uno studio clinico condotto presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino e coordinato dal professor Paolo Gontero della Clinica Urologica universitaria. In particolare sono tre le sostanze in questione: il Selenio, illicopene (contenuto nel pomodoro) e degli estratti (i polifenoli) di tè verde. I pazienti sottoposti allo studio, iniziato nel 2008 con il sostegno della Regione Piemonte, erano tutti affetti da una malattia pre-tumorale della prostata.

A un primo gruppo sono stati somministrati per sei mesi “pilloloni” contenenti alte dosi delle tre sostanze antiossidanti nel mirino. A un altro gruppo è stato invece somministrato lo stesso quantitativo di “pilloloni” contenenti però una sostanza placebo.

“Personalmente temevamo che non saremmo riusciti a dimostrare l’efficacia di queste sostanze a causa della durata relativamente breve del trattamento”. Mai ci saremo aspettati di dover constatare un effetto opposto a quanto avevamo sperato. Nel tentativo di capire le ragioni di un tale risultato paradossale abbiamo condotto analisi genetiche. I soggetti trattati con le sostanze attive hanno registrato una probabilità tre volte maggiore di sviluppare un tumore alla prostata rispetto a quelli trattati con placebo. L’alimentazione, e con essa gli antiossidanti, restano elementi di fondamentale importanza nella prevenzione dei tumori, oltre che un possibile ausilio nella loro cura. “Questo studio ci mette però in guardia sul fatto che una sostanza con potere antiossidante in elevate quantità o in concentrato non è necessariamente benefica”, ha rivelato Paolo Gontero, coordinatore dello studio.

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Scritto da Magazine Donna il 03/10/2015 6:48

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