Truffe e disservizi telefonici: ecco come difendersi

Avete mai approfittato delle offerte premium per i telefoni cellulari? O avete mai cambiato operatore dopo che vi è stata consigliata una promozione? Vi è mai capitato di avere attivato servizi come chat erotiche soltanto sfiorando una parte dello schermo del vostro telefono? Se non avete avuto problemi siete davvero fortunati, perché i reclami per truffe e disservizi nel campo della telefonia sono sempre di più. Ma adesso per i consumatori è arrivata una buona notizia: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sta lavorando a una delibera con cui si tenta di definire con maggiore chiarezza il sistema di indennizzi e reclami degli utenti.

In realtà si tratta di una proposta di modifica all’attuale, primo e unico regolamento in materia (delibera n. 73/11/CONS del 16 febbraio 2011) che, vecchio di quattro anni, adesso non garantisce più un’efficace tutela degli utenti alle prese con il cambio dell’operatore, l’irregolare fornitura del servizio e l’attivazione di servizi mai richiesti come la chat erotica, l’oroscopo o l’abbonamento a suonerie. Poi c’è chi da mesi aspetta invano l’attivazione dell’Adsl che però il più delle volte non raggiungerà la velocità di collegamento proposta dalla compagnia. E a volte, anche con l’appoggio delle società dei consumatori, comunque rimane la sensazione di non riuscire a risolvere il problema.

NUOVO REGOLAMENTO, PIÙ RIMBORSI – Così la nuova proposta prevede maggiori indennizzi per i disservizi ai clienti di reti a banda ultra-larga, l’attivazione di un numero ad hoc dedicato ai reclami e l’individuazione della responsabilità nei rapporti tra gli operatori. Ad esempio, per i ritardi nell’attivazione della linea telefonica e il malfunzionamento del servizio il garante potrà condannare le compagnie a pagare fino a 300 euro. Importo che verrà erogato su semplice segnalazione da parte dell’utente a partire dalla prima fattura emessa dopo la segnalazione del disservizio. E, nel caso in cui l’operatore non rispondesse, si avrà diritto a vedersi corrispondere il doppio (massimo 600 euro).

CAMBIARE OPERATORE SENZA TRUFFE – Teoricamente bastano 30 giorni per dare disdetta e per le procedure di trasferimento definite anche dall’Agcom che impongono il passaggio da un operatore all’altro entro 10 giorni lavorativi pena la procedura di messa in mora e l’avvio, eventualmente, delle fasi di risoluzione e conciliazione. Ma, sperando in un ripensamento, i gestori dilazionano più che possono i tempi.

Ma il nuovo regolamento dovrebbe vedere luce solo tra settembre e ottobre e comunque non si risolverà il problema dei disservizi alla radice. Ci sarà, forse, solo una maggiore soddisfazione economica, ricevendo un rimborso più corposo. E in questo panorama purtroppo i disservizi peggiorano. 

INUTILI LE MULTE AGLI OPERATORI – Quelle pene che sono state inflitte da Agcom e Antitrust ai big della telefonia però non hanno avuto quasi nessun effetto. Facciamo un esempio: lo scorso gennaio i quattro gestori telefonici, Telecom, Vodafone, Wind e H3G, sono stati multati con una sanzione di 5 milioni di euro, allora definita “esemplare”, per aver attivato all’insaputa di migliaia di clienti i servizi premium, quelli cioè che si scaricano mentre si naviga con lo smartphone, sfiorando accidentalmente un banner pubblicitario o nell’intento di chiudere una finestra pop-up. Da quell’operazione non è cambiato nulla e l’Antitrust, sommersa da valanghe di denunce, ha deciso di aprire un nuovo procedimento. Ora potrebbe esserci un’altra multa che i big telefonici pagheranno, visto che si tratta di spiccioli rispetto al loro giro di affari, che vale quasi un miliardo di euro.

COME FARE PER DIFENDERSI – Viene da chiedersi se un utente possa difendersi dalla giungla di truffe e disservizi di fronte ai grandi della comunicazione mobile. Per farlo è importante prima di tutto fare le segnalazioni, come hanno deciso di fare ben più di 4mila utenti. A queste bisogna sommare le denunce arrivate dalle associazioni dei consumatori.

Oggi l’unico modo per difendersi dopo il danno subìto è tentare una conciliazione con i Comitati regionali per le comunicazioni (Co.re.com.) in modo che gli operatori siano almeno costretti al rimborso: nel 2014 sono stati sborsati dai big telefonici 954mila euro come si legge nella relazione nazionale di Agcom.

Ma si tratta solo del primo passaggio della procedura per la risoluzione delle controversie. Se la conciliazione non si conclude entro 30 giorni, allora si può ricorrere a un giudice. Ma il più delle volte le compagnie accettano di rimborsare il cliente pur di non arrivare in tribunale, visto che nel 2014 sono state ricevute appena 1.625 istanze per la definizione della controversia, di cui 1.071 concluse e rimborsate. In poco più della metà dei casi il consumatore ha ricevuto un risarcimento inferiore a 500 euro.

 

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Scritto da Magazine Donna il 24/07/2015 12:27

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