Tsipras nell’arena ellenica “Non scappo, eviterò il caos”

Quello che l’Europa propone è inaccettabile, ma lo accetteremo”. La sintesi di quanto sta accadendo in questi giorni ad Atene la fa Grigoris, mentre apre la sua terza lattina di birra in attesa del discorso di Alexis Tsipras. “In poche settimane è la quarta volta che parla alla nazione -continua Grigoris – al primo giro era un leader che informava ai suoi cittadini, ora parla a nome di parte del suo partito a dei pensionati in coda ai bancomat”. In questi termini sembrerebbe che Tsipras non goda dell’appoggio dei greci, ma è esattamente il contrario, il suo gradimento è ancora alto. “Lo rivoterei domani mattina, siamo un popolo orgoglioso e lui ci sta difendendo, o almeno ci prova”, dice Dimitri, anche lui con gli occhi piantati sullo schermo.

“Dobbiamo evitare il Gre-xit e c’è un compromesso per ristrutturare il debito”. Il premier parla dalla tv pubblica, in un’intervista-monologo. Fa qualche critica al suo paese: “Non possiamo negare che ci fossero problemi con le pensioni. Smettere di lavorare a 45 anni non è progressista”. Poi picchia un po’anche sull’Europa: “Sono stati vendicativi”. Ma ha detto che è stato aiutato “da Cipro, Italia e Francia”.

A SUO MODO VENDE ai cittadini il memorandum che oggi il parlamento greco dovrà obbligatoriamente promuovere. Si tratta di una serie di riforme, che in qualsiasi democrazia, verrebbe discussa per legislature. Tra le misure da implementare ci sono: aumento dell’Iva, riforma previdenziale, tutti in pensione a 67 anni o 62 con 40 anni di contributi e taglio alle pensioni minime. E in tv rassicura: “Non scappo, non lascio il paese nella catastrofe”. Ha anche attaccato Varoufakis che avrebbe compiuto “evidenti errori nel negoziato”.

Il Parlamento dovrà inoltre adottare il fiscal compact, con clausole di salvaguardia taglia spesa automatiche in caso gli “ambiziosi” obiettivi di avanzo primario non venissero raggiunti. A questo si l’annullamento di alcune decisioni prese nei mesi passati, come la riassunzione di 9mila dipendenti pubblici. Tra questi ci sono anche le donne delle pulizie che protestarono per 500 giorni sotto il ministero delle Finanze.

Ieri Tsipras ha dovuto affrontare la segreteria politica di Syriza, tentando, per tutta la giornata, di ricucire la maggioranza. Da venerdì notte la Piattaforma di Sinistra e il Koe, due delle anime più radicali di Syriza, minacciano la scissione e la costituzione di un nuovo partito. A capo di questo gruppo c’è Panagiotis Lafaza-nis, ministro dell’Energia, e numero due del partito di governo. Per evitare la divisione, Tsipras avrebbe offerto nuove elezioni, ponendo come condizione l’approvazione del pacchetto di riforme imposte da Bruxelles. Questo, però, non sembra essere bastato e in serata il ministro dell’Economia, George Stathakis, ha dichiarato che “probabilmente dopo il voto” ci sarà un rimpasto e che “il controllo sui capitali durerà altri 2 mesi”.

MENTRE DALLA segreteria filtravano notizie e smentite il parlamentare Dimitris Kodelas ha annunciato le proprie dimissioni: “Chiedo scusa al popolo greco che ci ha votato”. Kodelas è stato il primo a farsi da parte, poi è stato il turno di Eleni Sotiriou, deputata eletta nell’Attica.

Nei prossimi giorni è possibile ci siano altre dimissioni, forse anche quelle illustri dell’ex ministro Yanis Varoufakis (che ieri ha parlato di golpe “come quello del regime dei Colonnelli nel ‘67”, ndr) e della presidente del parlamento Zoe Konstantopoulou. Entrambi pronti a vedere crescere i loro consensi una volta schieratisi all’opposizione.

Syriza è rappresentato in Parlamento da 149 deputati, sui300 seggi totali. Le defezioni all’interno del partito della sinistra radicale potrebbero essere fino a oltre 40. Se fosse così a Tsipras non basterebbero i voti, 13, del suo alleato di governo Anel (Greci Indipendenti). “Staremo accanto al governo”, ha detto ieri sera, dopo un lungo tira e molla di dichiarazioni contradditorie, Panos Kammenos, ministro alla Difesa, e leader dei Greci Indipendenti. “È chiaro che quello che avvenuto nella notte (di domenica, ndr) è un colpo di Stato -ha spiegato Kam-menos ai cronisti – nel cuore dell’Europa. Il primo ministro è stato minacciato e ora questo golpe continua qui in Grecia dove la gente non vuole che il governo cada”.

NO N O STA N TE la spaccatura interna a Syriza e i tentennamenti di Anel, Tsipras raccoglierà un’ampia maggioranza grazie ai voti delle opposizioni: socialisti, liberali e conservatori, 106 in totale. Voteranno contro le riforme Alba Dorata, partito neonazista, e i comunisti del Kke.

Il primo ministro dovrà resistere anche alla forte pressione sociale della piazza. Per oggi sono state indette 24 ore di sciopero del settore pubblico. Anche alcune categorie del privato, come i farmacisti, incroceranno le braccia e per domani sera è convocata una manifestazione a Syntagma, proprio davanti al Parlamento a cui parteciperà anche la sinistra extraparlamentare.

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Scritto da Magazine Donna il 15/07/2015 5:26

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