Tsipras sacrifica il nemico dell’Ue: Varoufakis lascia

Varoufakis si eclissa rombando con dietro la sua bella (moglie). Non prima di aver lanciato gli ultimi strali sugli acerrimi nemici dell’Euro-gruppo, che – sostiene – avrebbero “consigliato” a Tsipras di far in modo che il ministro-centauro fosse “assente” alla prossima riunione, oggi.

E il premier, armato del risultato del referendum di domenica, ha colto la palla al balzo, nominando Euclides Tsakalotos -già capo negoziatore della delegazione ellenica – al posto dello scenografico e ingombrante compagno di lotta. Il curriculum del nuovo ministro delle Finanze è simile a quello del predecessore che ieri all’ora di pranzo è uscito per l’ultima volta dal dicastero assalito dai giornalisti per sgommare via con la sua moto nipponica con dietro l’appariscente moglie, in sella senza casco. Il negoziatore si è presentato affermando che “Il No dei greci rimarrà scritto nella memoria collettiva dell’Europa”.

Tsakalotos è nato a Rotterdam – Olanda, patria di Je-roen Dijesselbloem, il rigido capo dell’Eurogruppo – e ha compiuto tutti i suoi studi in Gran Bretagna. Inoltre è, diversamente da Varoufakis, membro del comitato centrale di Syriza, e sarebbe vicino alla corrente di Dragasakis, l’uomo messo da Tsipras a coordinare i ministeri economici. L’influente “ministro-ombra” ha una linea moderata, e aveva assunto una posizione scettica nei confronti del referendum.

ALL’INTERNO di Syriza si esclude che Varoufakis abbia pagato la sua sovraesposizione mediatica e la sua linea oltranzista, ma è certo che la sua uscita di scena (rimane comunque deputato in Parlamento) toglie a Tsipras parte dei problemi di relazione con la controparte internazionale. Un profilo più basso e più tecnico può aiutare ad allargare lo stretto pertugio in cui la Grecia è stata costretta per raggiungere un’intesa con i creditori. Ed esponenti del partito escludono anche che la decisione del “radi cal -chi c” Varoufakis – la famiglia della moglie è una delle più ricche e influenti del Paese, imprenditori immobiliari – sia stata concordata con il premier. Nessun patto tacito tra i due, assicurano le voci dal partito di governo. Sta di fatto che il risultato del voto ha avuto anche un risvolto interno alla sinistra plurale ellenica, una resa dei conti risolta apparentemente in modo incruento, con l’auto-eliminazione della figura che ha più di tutte attirato l’ammirazione e al contempo le frecciate della comunità internazionale.

SENZA VAROUFAKIS, Tsipras risolve la diarchia che pareva essersi creata e rimane il condottiero unico non soltanto del governo, ma anche del Paese. Aspetto che è apparso chiaro ieri pomeriggio, dopo la lunga riunione del premier alla presenza del capo dello Stato che ha coinvolto i maggiori partiti (esclusi comunisti e Alba dorata, i neonazi pure schierati per il No), che alla fine hanno dato mandato a T-sipras di formulare la nuova proposta di Atene alla Troika. Il passo successivo è stata la nomina del nuovo ministro delle Finanze in modo che la squadra fosse completa per l’incontro con l’Eurogruppo oggi pomeriggio. L’altra misura presa è quella di prolungare il “Bank holiday”- definizione  eufemistica per banche chiuse – fino a mercoledì, ovvero dopo la presumibile maratona negoziale a Bruxelles.

IERI MATTINA Atene si era svegliata con i postumi della festa dell’orgoglio dell’Oxi, del Sì al referendum di bocciatura proposto da Tsipras. Un risveglio che assumeva un umore assai meno trionfalistico rispetto alla vigilia: il ritorno alla quotidianità dopo il weekend di tensione finita in gloria era fatto soprattutto di file ai bancomat per il prelievo dei 50 euro (non più 60, anche perché i biglietti da 20 sono quasi introvabili) limite massimo ottenibile. “Penso ci sarà un accordo e penso che i greci debbano pagare la loro parte, ma questa dittatura tedesca deve finire, hanno già fatto 500 mila morti nella loro dominazione in Grecia”, sosteneva Vassilis, greco che vive negli Usa e ripete un refrain che va per la maggiore: Merkel = nazisti. Un paio di signore in fila a un’altra banca usavano l’altro cliché: “Le persone sono disperate e hanno votato per chi faceva le promesse migliori”. Una ragazza commentava la notizia del giorno: “Varou-fakis non era capace a comunicare con i creditori”. E un giovane imprenditore che fabbrica borse: “Se ci sediamo noi insieme in un bar troviamo una soluzione, ma Varoufakis cercava una soluzione nei libri. Io ho i soldi, ma non li posso usare, perché sono bloccati. Sarò costretto a dire ai miei lavoratori che la produzione si dovrà fermare. Decenni di politica fallimentare ci hanno portato qui”.

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Scritto da Magazine Donna il 07/07/2015 5:16

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