Ucciso a Brescia dall’inquilino abusivo

Gli agenti della squadra Mobile di Brescia lo seguivano ormai da giorni, pedinato giorno e notte per evitare che fuggisse, magari all’estero, facendo perdere ogni traccia. Così sabato gli agenti lo hanno fermato mentre stava entrando in sauna, alla piscina comunale di Flero. E lui, che nella vita ha spesso vissuto di espedienti e le manette le aveva già provate strette ai polsi, non ha fatto una piega, confessando senza alcun pentimento: «Sono stato io, andiamo pure…». Franco Ghidini, 52 anni, arrestato per l’assassinio di Paolo Monaco, il 70 enne trovato nella casa del villaggio Badia a Brescia, davanti agli agenti che lo stavano arrestando per omicidio a scopo di rapina non ha opposto alcuna resistenza.

Un giallo, quello del cadavere ritrovato mummificato dopo venti giorni in una villetta messa in vendita alla periferia di Brescia, durato poco più di due settimane. Già dai primi giorni la Polizia  che si intrufolava spesso nella villetta di via Undicesima, disabitata da più di un anno. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori l’omicidio sarebbe avvenuto al termine di una colluttazione tra i due uomini. Monaco, proprietario dell’immobile, in passato aveva chiesto l’intervento delle forze dell’ordine per sgomberare la casa occupata. L’ultima volta due giorni prima dell’aggressione fatale, avvenuta all’inizio di giugno. Dopo la colluttazione, prima di scappare, Ghidini ha rubato alla sua vittima gioielli e bancomat, oltre all’auto. Per circa un mese ha pensato di averla fatta franca, di aver compiuto il delitto perfetto. Talmente sicuro di sé che il senzatetto per giorni ha vissuto anche nell’auto rubata alla vittima senza preoccuperei di essere scoperto.

Il corpo di Monaco era stato trovato lunedì 29 giugno accanto all’armadio e fin da subito il procuratore generale Pier Luigi Maria Dell’Osso aveva indicato la pista dell’omicidio come quella più probabile. Agli agenti Ghidini ha confessato che da tempo si intrufolava nella villetta di Monaco in via Undicesima, vuota e in vendita, per dormire, e in una di queste occasioni i due si sono trovati faccia a faccia. Monaco sarebbe rimasto a terra senza vita mentre Ghidini, dopo aver nascosto il corpo, avrebbe preso ogni oggetto di valore sui cui è riuscito a mettere le mani. Non solo. Prima che il cadavere fosse scoperto Ghidini, dopo aver utilizzato l’auto come giaciglio, sarebbe rimasto una o due notti nell’abitazione di Monaco, nello stesso quartiere della villa in cui si è consumato l’omicidio, noncurante di quello che avrebbero pensato i vicini. Una leggerezza che lo ha incastrato. L’uomo è stato trasferito in carcere in attesa dell’interrogatorio di convalida del fermo eseguito dalla Squadra Mobile della Questura.

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Scritto da Magazine Donna il 07/07/2015 6:03

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