Un nuovo ordinamento ci mette nei guai: Turisti attenti adesso il selfie è vietato

Potenzialmente siamo tutti criminali. Perché alzi la mano chi non si è mai fatto un selfie davanti a un famoso monumento o a un edificio storico. Per qualcuno il bello di una vacanza è proprio quello: postare sui social le foto di un viaggio esotico e invidiato. Ma adesso tutto potrebbe cambiare. O, perlomeno, prima di tirare fuori il bastone allungabile per immortalarci, ci faremo un pensierino.

Succede che il Parlamento europeo (come se non avesse di meglio da fare con l’Europa che va a rotoli) il 9 luglio voterà un testo sulla revisione del copyright in tutti gli Stati membri. Se la norma proposta passasse, chi fotografa monumenti, opere d’arte e architettoniche presenti nello spazio pubblico, dovrà ottenere l’autorizzazione dell’autore o di chi ne fa le veci per pubblicare le immagini. Un selfie di fronte allo stadio di Wembley a Londra richiederebbe il permesso preventivo di Norman Foster, l’architetto che l’ha disegnato. Una foto della Torre Eiffel di notte non potrebbe essere scaricata sul web senza il consenso della Société d’Exploitation de la Tour Eiffel, proprietaria dei diritti dell’illuminazione notturna.

La norma vale solo per l’uso commerciale delle foto (per esempio in pubblicità, brochure, libri, ecc.), ma oggi, nel mondo digitale, il confine tra commerciale e non, è incerto e non sempre intuibile. «È vero che se postate una foto delle vacanze su Facebook voi non ci ricavate alcun profitto, ma lo stesso Facebook vi chiede il permesso di usare la vostra foto per scopi commerciali e facendo lUpload automaticamente dichiarate di possedere i diritti su quella foto», spiega Julia Reda, europarlamentare che ha proposto il testo.

«Significa che è vostra responsabilità scoprire se il monumento nel selfie è protetto da copyright (lo è quando l’architetto che lo ha ideato è in vita o è morto da meno di 70 anni) e se lo è tocca a voi ottenere la licenza per riprodurlo». Reda appartiene al partito dei Pirati tedesco ed è la relatrice della nuova norma. Solo che il suo testo proponeva l’esatto contrario: il diritto di panorama per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Poi qualcosa è andato storto e un emendamento ha trasformato la sua proposta di liberalizzazione in una legge capestro.

Per l’Italia sarebbe importante che l’emendamento restrittivo non passasse, perché siamo uno dei pochi Paesi a non riconoscere il diritto di panorama (cioè il diritto di pubblicare foto di edifici e opere d’arte pubblici) che è invece garantito in quasi tutta Europa.

E siccome la violazione di copyright è un crimine che viene punito con sanzioni, ma anche con il carcere, ogni selfie d’ora in poi potrebbe essere uno scatto con brivido dell’imprevisto. Galera o multa? La proposta ha fatto discutere, suscitando commenti anche ironici da parte di tabloid come il britannico Daily Mail. In tanti si chiedono come sarà applicata, chi farà la guardia, chi saranno i poliziotti dei selfie? Ve lo immaginate Renzo Piano che vi rincorre perché non avete chiesto il suo permesso per posare di fronte al Porto Antico di Genova? Alquanto improbabile. Però sembra che almeno l’etichetta vada in quella direzione: il divieto di selfie, poco educati e non rispettosi delle opere d’arte e degli altri turisti. Per questo recentemente molti musei di New York e Londra hanno vietato il bastone per gli autoritratti, così come i vari parchi Disneyland e la reggia di Versailles. Maniaci fotografi di voi stessi, siete avvisati.

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Scritto da Magazine Donna il 08/07/2015 11:36

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