Unicef: in Yemen 10 milioni di bambini a rischio, e mancano i soldi

L’Unicef lancia l’allarme sulla crisi umanitaria che sta devastando lo Yemen e denuncia inoltre la carenza di fondi, indispensabili “per poter raggiungere i bambini che ne hanno un disperato bisogno”, ha detto Julien Harneis, rappresentante Unicef nello Yemen, che ha aggiunto: “Non possiamo stare a guardare e lasciare che i bambini subiscano le conseguenze di una catastrofe umanitaria”. Dei 182 milioni di dollari richiesti, solo il 16% è stato raccolto, e questo per l’Agenzia Onu non è sufficiente a portare alla popolazione tutta l’assistenza necessaria.

La guerra in Yemen fra i ribelli houthi e le forze arabe guidate dall’Arabia Saudita sta infatti mietendo tantissime vittime tra la popolazione civile, e a pagarne il costo più alto sono i bambini -10 milioni in totale- così come emerge dall’ultimo rapporto Unicef  ‘Yemen: Childhood Under Threat’. I dati sono allarmanti: 8 bambini al giorno uccisi o mutilati, 398 quelli che hanno perso la vita dall’inizio del conflitto, e 605 i feriti. Quasi 400 reclutati nelle file dei combattenti, dato che risulta più che raddoppiato rispetto al 2014, quando se ne erano contati ‘solo’ 156.

In quello che è diventato ormai il paese più povero del Mondo arabo, la crisi umanitaria ha colpito ormai 20,6 milioni di persone, 15 milioni delle quali, a causa del conflitto, non ha più accesso all’acqua potabile né alle strutture sanitarie, prese di mira dagli attacchi dei due schieramenti insieme alle altre infrastrutture: il rapporto Unicef ha contato 900 ospedali e 3.600 scuole distrutte, mentre anche il cibo, il carburante e quindi l’energia elettrica scarseggiano o non sono più reperibili.

Quindi, 1,8 di bambini è a rischio malnutrizione entro la fine dell’anno. C’è inoltre il rischio che contraggano malattie a causa dell’assenza dei servizi igenici, come morbillo, diarrea o pomonite. “Questo conflitto è una particolare tragedia per i bambini yemeniti”, ha dichiarato Harneis. “I bambini sono stati uccisi dalle bombe o dai proiettili e quelli che sopravvivono devono affrontare la crescente minaccia di malattie e malnutrizione”. Da non sottovalutare il rischio ordigni, a causa dei quali possono restare mutilati o perdere la vita. Per questo l’Agenzia Onu ha addestrato oltre 280.000 persone per imparare a riconoscerli, e quindi prevenire il pericolo.

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Scritto da Magazine Donna il 19/08/2015 12:50

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