Universita’: caso Enna, Crocetta “non autorizzato alcun corso”

“Così da permettere ai suoi aspiranti elettori più giovani di scansare il numero chiuso previsto dalla legge per medicina e odontoiatria”. “, si è sfogato il rettore di Catania Giacomo Pignataro”. Può darsi, visto che questo tipo di università permettono di accedere ai corsi dopo un colloquio che solitamente è conoscitivo e ha l’unico scopo di mettere in contatto studente e università. “Anzi, non ci risulta manco sia stata chiesta”.

“A Enna stanno succedendo cose sconcertanti. Tocca al ministero la prima e l’ultima parola “.

“Oggi- ha aggiunto il ministro- abbiamo fatto il nostro dovere diffidando tutti i soggetti coinvolti – dal rettore, al presidente della fondazione Proserpina, al presidente della Regione Siciliana – a non fare nulla prima di averci fornito tutti i chiarimenti del caso”. Che però non è italiana, ma una estensione sul territorio ennese della “Dunarea de Jos” di Galati in Romania. “Che volete, sono fantasioso”, ha risposto ad Antonio Fraschilla, diRepubblica Palermo. I locali? “Messi a disposizione dall’ospedale di Enna “. La lingua? “Faremo un corso intensivo di dieci settimane di romeno”.

La novità riguardo l’ateneo è stata resa nota dall’ex senatore Crisafulli, che sarà anche il neo amministratore delegato della fondazione.

L’abolizione del numero chiuso in tutti i corsi universitari ha portato probabilmente alla vicenda della facoltà di medicina ad Enna. Difficoltà che lasciano fuori coloro che non hanno le risorse, soprattutto, per affrontare la facoltà all’estero, e che si ritrovano quando si esce dall’università e si deve intraprendere la professione.

Il rettore dell’Università di Catania, Pignataro da subito rispetto alla nascita della facoltà di Medicina a Enna, chiede l’intervento del Ministero e del Miur a fronte del rischio e per ricevere maggiori tutele e garanzie rispetto a quanto previsto in Italia sulle facoltà di medicina e sui relativi test d’ingresso. Il caso, scoppiato pochi giorni fa e destinato a riempire le pagine dei quotidiani nazionali, ha coinvolto anche la Fondazione Proserpina che per difendersi dall’accusa di non aver rispettato le normative europee e aver tentato di eliminare i test di ingresso, si affida alle parole dell’Ad Mirello Crisafulli, ex parlamentare il quale ha dichiarato alla stampa che la facoltà sarebbe in piena regola. E c’è da sperare che succederà lo stesso anche stavolta.

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Scritto da Magazine Donna il 04/09/2015 5:18

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