Usa, madre surrogata rifiuta aborto richiesto da genitore biologico

I media americani lo hanno definito un caso che porterà a un verdetto epocale. I giudici della corte suprema di Los Angeles dovranno infatti pronunciarsi su un quesito e un ricorso senza precedenti: una donna che affitta il suo utero può rifiutarsi di abortire quando ciò le sia richiesto dai genitori intenzionali e ci siano rischi per la salute di madre e bambino? Il caso è stato sollevato da Melissa Cook, una 47enne californiana incinta di 3 gemelli i cui gameti arrivano da un 50enne della Georgia, mentre gli ovuli sono di una donatrice. Cook non solo ha respinto la richiesta di ‘riduzione selettiva’ arrivata dal padre intenzionale, ma ha anche fatto causa all’uomo. La vicenda Cook è finita sui giornali perché negli Usa la maternità surrogata è consentita in molti Stati dove leggi specifiche permettono di stipulare un regolare contratto con il quale, in cambio di denaro, una donna si impegna a portare in grembo uno o più figli non suoi.

Secondo Cook, le motivazioni della richiesta del padre biologico sarebbero legate a preoccupazioni economiche e per la salute dei futuri bebè. “Sono una madre pro-life e non voglio abortire, stanno andando bene tutti e tre”, ha spiegato l’interessata. La donna, incinta alla 23.ma settimana, dunque si è rivolta alla Suprema Corte di Los Angeles perché ritiene che la legge californiana su questa forma di fecondazione assistita violi i diritti di uguale protezione garantiti dalla Costituzione. “Non considero più gli accordi di maternità surrogata favorevolmente come in passato – ha dichiarato Cook al ‘Washington Post’ – . Ho una profonda empatia per gli uomini che vogliono figli. Tuttavia, ora penso che il concetto di base di questo tipo di accordi vada riesaminato”.

La testata americana riporta che il padre dei 3 gemelli avrebbe detto alla donna di aver valutato l’adozione per uno dei piccoli, ma gli era sembrato crudele separarli e quindi aveva optato per l’aborto. Tutti e tre gli embrioni impiantati nell’utero di Cook hanno attecchito e secondo Robert Walmsley, l’avvocato dell’uomo, sarebbero stati i medici a spiegare al padre che i rischi associati al parto multiplo erano maggiori, suggerendo una ‘riduzione’, termine usato dal personale sanitario per indicare l’eliminazione di un feto quando ci sia un rischio per la madre o per il bambino. Per Walmsley, questo ha costretto l’uomo “a fare quella richiesta”. Secondo Melissa Cook, la vera motivazione sarebbe invece che l’uomo non vuole allevare tre figli.

In ogni caso, per il Center for Bioethics and Culture Network la causa di Cook rappresenta un ‘caso epocale’. “Le donne in tutta America sono state intimidite e sfruttate dall’industria per la maternità surrogata che va a caccia dei poveri per profitto – sostiene Jennifer Lahl, presidente del centro – . E ora quest’industria si è spinta troppo in là cercando di obbligare le donne ad abortire feti sani per una mera valutazione economica. Attraverso casi come questo, gli americani inizieranno a capire perché il Canada e tantissimi Paesi europei, asiatici e africani hanno vietato la maternità a pagamento. Trasforma le donne in allevatrici anonime e i bambini in prodotti da ordinare. Questo – continua Lahl – deve finire”.

Nella causa in corso, Cook sostiene di essere la madre legale dei 3 gemelli e cerca di ottenere i diritti parentali sul terzo bimbo e la custodia per i primi due. La donna chiede anche di non poter essere citata in giudizio per il rifiuto di abortire e dunque per l’inadempienza contrattuale. Negli Usa, nella maggior parte degli accordi di maternità surrogata ci sono clausole per cui un genitore intenzionale può richiedere una ‘riduzione’ per la sicurezza di donna e feti. Il padre biologico, in realtà, attraverso il suo legale, ha fatto sapere comunque che, pur non essendo d’accordo, accetterà la decisione di Melissa Cook e che alleverà tutti e tre i figli. Sempre che, a questo punto, la Corte non accolga la richiesta della ‘madre in affitto’, affidandole la custodia e i diritti parentali sui bambini.

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Scritto da Magazine Donna il 11/01/2016 20:24

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