Vitalizi ai condannati lo perdono solo in 18

E ufficiale: Silvio Berlusconi ha perso il vitalizio di 8 mila euro al mese. Ma non si sa per quanto, e comunque ha diritto a un rimborso. Una decisione, quella sull’abolizione dei vitalizi ai condannati votata ieri dal Parlamento, che ha rischiato di essere rimandata dopo 6 ore di acceso dibattito al Consiglio del Senato, scatenato principalmente dalle mancate verifiche sugli ultraottantenni, 614 parlamentari di cui ancora non si conosce la posizione. Oltre che l’ex cavaliere, il “forte segnale moralizzatore”, come da definizione della presidente della Camera Laura Boldrini, ha colpito altri 17 ex parlamentari sul totale di 2348 che percepiscono i vitalizi: sono 10 gli ex deputati e 8 gli ex senatori a cui verrà sospeso il privilegio perché condannati per reati gravi a più di due anni, ma potranno riacquisirlo se riabilitati. Un risparmio totale di circa 70 mila euro al mese, ma non da subito, perchè prima verranno fatti i calcoli per capire quanto lo Stato gli deve rendere dei contributi detratti dallo stipendio di parlamentare.

Oltre a Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale, le vittime della sospensione saranno i senatori Marcello Dell’Utri, condannato per associazione mafiosa, e il produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori, condannato per il fallimento della Fiorentina; con loro il regista Pasquale Squitieri, ex An, l’ex Dc Giorgio Moschetti, Franco Righetti della Margherita, l’ex dc Enzo Inzerillo e l’ex Forza Italia Franco Girfatti. Tra i deputati, nella lista Massimo Abbatangelo del Msi, Giancarlo Cito, ex sindaco di Taranto Msi oggi Fi, il socialista Robinio Costi, Massimo De Carolis, ex dc, Francesco De Lorenzo, Partito liberale italiano, Giulio Di Donato, Psi, Pietro Longo, Psdi, Raffaele Mastrantuono, Psi, Gian Stefano Milani, Psi, Gian Mario Pellizzari, Dc.

PER TUTTI LORO si va dal reato di associazione mafiosa alla corruzione, c’è anche una condanna per detenzione di materiale esplosivo (è il caso di Abbatangelo). Su un undicesimo ex-deputato, Gian-mauro Borsano, ex presidente del Torino, sono in corso verifiche, dal momento che è stato condannato a 2 anni e 9 mesi, ma non si sa se tutti per reati per i quali è prevista la sospensione del vitalizio. Un’allegra compagnia a cui si aggiungeranno gli over ottanta.

DOPO LA DECISIONE dell’Ufficio di presidenza si è subito scatenata la furia del pentastellato Luigi di Maio, vicepresidente della camera: “10 sfigati che non avevano nessun partito a proteggerli” è sbottato su Facebook all’uscita dalla riunione, “m en t r e tanti altri condannati – i cui reati non furono inseriti nella delibera – sono tutti salvi. Quei 10 mi fanno quasi pena”. Al Consiglio del Senato è andata anche peggio. I deputati di Forza Italia sono usciti per entrambe le votazioni, ma in questo secondo caso si sono registrate le astensioni del Movimento 5 Stelle e della Lega, rappresentati rispettivamente da Laura Bottici e da Roberto Calderoli. “In questa farsa ci sono poi 346 ex deputati con più di 80 anni, tra cui potrebbe esserci anche Totò Riina, di cui il dipartimento della Giustizia non sa nulla sui precedenti penali, in quanto in Italia a chi ha più di 80 anni non viene registrato più nulla sui precedenti”, annota ancora Di Maio. A questi vanno aggiunti 268 ex senatori nella stessa situazione, questione che ha spinto Bottici ad astenersi. I presidenti di Camera e Senato continuano ad assicurare che verrà trovata una soluzione, ma non si sa ancora in che tempi, incertezza che ha incoraggiato da più parti il tentativo di rimandare l’approvazione per parte Senato. Alla fine il Consiglio di Presidenza ha ceduto e dopo sei ore di estenuante riunione, come si legge dal comunicato, sono state adottate “le conclusioni della relazione svolta dal Presidente Grasso”, ma si prospettano altri round.

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Scritto da Magazine Donna il 10/07/2015 5:19

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