Yara Gambirasio, adesso spunto un terzo DNA

Tre Dna di tre persone diverse. E un pozzo dei misteri la traccia genetica trovata sugli slip di Yara che ha portato alla incriminazione di Massimo Bossetti. Oggi scopriamo che in quella traccia non c’è solo il Dna nucleare di Bossetti inspiegabilmente privo del suo milocondriale, sostituito, non si capisce come mai, da quello di Yara. Una anomalia impossibile in natura. Ma è comparso anche un terzo Dna. Si tratta di un altro profilo mitocondriale. Non si sa a chi appartenga. Nessuno si è preoccupato di scoprirlo. E il nucleare che lo doveva accompagnare dove è finito? La stessa traccia genetica contiene quindi un Dna nucleare e due mitocondriali di tre persone diverse. Una mostruosità scientifica mai vista perché contro natura. C’è una sola spiegazione: la cancellazione selettiva. Fatta da chi? Qualcuno ci ha messo le mani? Perché? No, mi rifiuto di pensarlo».

Marzio Capra, ex vicecomandante del Ris di Parma, genetista forense, docente alla Statale di Milano, già consulente scientifico della famiglia di Chiara Poggi, è l’ultimo arrivato nel pool difensivo di Massimo Bossetti, ma gli è stato affidato il compilo più ingrato. Demolire l’asse portante dell’accusa contro il muratore di Mapello in carcere dal 16 giugno 2014 per l’omicidio di Yara Gambirasio. E alla vigilia della ripresa del processo prevista per venerdì 11 settembre con la testimonianza in aula di mamma Maura e papà Fulvio, i genitori di Yara, il genetista annuncia
l’ennesima sconcertante scoperta. Un terzo profilo genetico del quale nessuno aveva mai parlato. «Il Dna è uno strumento potentissimo per le indagini», dice Marzio Capra a Oggi. «Ma non può essere la colonna che da sola regge l’accusa. Sbaglia chi lo sostiene. Il Dna deve e può integrare gli altri elementi. L’esperienza ci insegna che da solo porta in un vicolo cieco. Se poi, come nel caso di Bossetti, i risultali delle analisi, anziché fare chiarezza, accrescono dubbi e misteri, tutto diventa più difficile. Non si arriva alla verità».

Lei e il suo ex comandante Luciano Garofano parlate di anomalie scientifiche. Quante e quali sono?
«È o non è inspiegabile – quindi è una anomalia – che sugli indumenti di Yara siano stati trovati 11 profili genetici diversi (tra giaccone, leggins, felpa e maglietta; si aggiungono ai tre profili trovati sugli slip, ndr), e nessuno appartenga ai suoi familiari? Alla mamma, al papà, alle sorelle. Non è possibile per una ragazza che viveva in famiglia. Qualcosa doveva rimanere».
il criminologo Ezio Denti sostiene che Yara è stata spogliata, ferita e rivestita prima di essere abbandonata nel campo di Chignolo. Quindi qualcuno ha toccato, lasciando le sue tracce genetiche, i suoi abiti.

«E un’ipotesi, forse qualcosa di più, manca la certezza».
Torniamo al Dna, la parte più complessa di questa vicenda.
«Si è andati avanti tre anni a cercare l’identità di “Ignoto 1”. Sono stati prelevati e confrontati 20 mila pirofili genetici e, stranamente nessuno, né Ris né i più qualificati laboratori d’Italia, si è accorto che in quella traccia trovata sugli slip di Yara c’era un Dna nucleare di una persona
e un mitocondriale di un’altra! Ci si è accorti solo quando è comparso Bossetti. Come è possibile?».
Come si fa a scoprirlo?
«Se i risultati che ci hanno dato sono giusti, se sono stati ottenuti seguendo tutti i protocolli di ricerca, ci troviamo davanti non a un’anomalia, ma a una mostruosità. Perfino in laboratorio è difficilissimo separare i profili genetici. Il Dna mitocondriale è mollo pesante ed è sempre presente nelle tracce. La cancellazione totale non esiste. Neppure se quella traccia è stata all’aperto per tre mesi. 1 due profili, il nucleare e il mitocondriale, avrebbero dovuto cancellarsi o degradarsi in modo uniforme, tenendo presente che il mitocondriale è più resistente del nucleare. E invece
ci dicono che il Dna nucleare è bello, fresco e abbondante mentre quello mitocondriale è addirittura sparito. Ed è stato sostituito da quello di Yara e da un altro ancora di uno sconosciuto».
Bisogna pur trovare una spiegazione…
«Le analisi su quella traccia biologica sono stale fatte tutte al chiuso delle indagini. Nessun contradditorio. Non sappiamo cosa è successo in laboratorio. Non voglio insinuare niente ma solo una superperizia potrà risolvere questo enigma».
La traccia genetica è stata consumata tutta. Impossibile rianalizzarla.
«La superperizia dovrà accertare come hanno fallo le analisi. Dovrà ricostruire tutto il lavoro. Solo così si potrà scoprire l’errore e chiarire il mistero».
Perché ha parlato di cancellazione selettiva? Cosa vuole dire?
«Vuol dire che qualcuno potrebbe aver cancellato, volutamente, un profilo. In questo caso il mitocondriale. Ma mi rifiuto di pensarlo».
C’è chi parla «li un possibile inquinamento della traccia.
«Se c’è stato inquinamento vuole dire che da qualche parte hanno sbaglialo. Chi e quando ha inquinalo il reperto? Una traccia inquinata è da buttare».
C’è ohi sostiene che il mitocondriale «li Bossetti è spariti) perché si è degradato.
«E perché il Dna nucleare è rimasto bello, fresco e abbondante? Il degrado avrebbe dovuto essere uniforme. C’è una sola possibilità: che i campioni fossero due e siano stati depositati in tempi diversi. Poi ci sarebbe stata una cancellazione selettiva del mitocondriale di Bossetti. Ma, se vogliono condannarlo, mi debbono dire, convincendomi, dove è finito il profilo mitocondriale di Bossetti.».

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Scritto da Magazine Donna il 09/09/2015 17:01

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