Zucchero, assumerne troppo provoca numerose conseguenze sulla nostra salute

Il consumo eccessivo di zucchero ha molte importanti conseguenze: “Il consumo abituale ed eccessivo di zucchero distrugge in gran parte le vitamine del gruppo B” spiega la dottoressa Meloni. “La vitamina B1 è necessaria per l’assimilazione dei carboidrati e regola il giusto scambio dell’insulina nel corpo. La sua carenza è causa di diabete e determina una modifica nell’economia fosforica (molto importante ai fini di molti processi metabolici) e un’elaborazione insufficiente del glucosio, che si manifestano con malattie cardiache croniche. La B1 regola lo scambio dell’albumina (proteina del plasma prodotta dal fegato) e dei nuclei cellulari, è necessaria per la sintesi degli acidi grassi essenziali (i famosi Omega-3 e Omega-6), che hanno il potere di arrestare l’arteriosclerosi. Inoltre lo zucchero in eccesso agisce sul nostro sistema immunitario: quando mangiamo 50 g di zucchero bianco, la capacità dei globuli bianchi a combattere le infezioni si riduce del 76% per la durata di circa 7 ore.

È come una droga
Si parla di “sugar addiction”, di dipendenza da zucchero. Sì, perché questo alimento ha effetti equiparabili a quelli di una droga. “Gli zuccheri hanno una grossa influenza sia sul sistema nervoso sia sul metabolismo, creando prima stimolazione poi depressione” spiega l’esperta. “A tutti gli effetti si crea una vera forma di dipendenza. Ciò è causato dal rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la cosiddetta glicemia.Di fronte a tale salita, il pancreas (l’organo che gestisce gli zuccheri) risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca discesa del tasso glicemico, detta crisi ipoglicemica, caratterizzata da uno stato di malessere, sudorazione, irritabilità, aggressività, debolezza, bisogno di mangiare per sentirsi di nuovo su di tono; il classico stato down che avverte il tossicodipendente”.Il circolo vizioso dell’assunzione di zucchero e del continuo bisogno di alimenti dolci si può interrompere.Ma come? “Bastano 40 giorni evitando cibi contenenti zuccheri e/o edulcoranti.Si devono scegliere i carboidrati naturali (legumi, verdure, cereali integrali) e poca frutta come fonte di energia. I dolci vanno invece mangiati saltuariamente, solo nelle grandi occasioni”.

ZUCCHERO: È SOLO QUELLO BIANCO?
Quando si parla di quantità da ingerire quotidianamente, non ci si riferisce solo al saccarosio Alimentazione* salute a tavola Il termine “zucchero” ha un significato ben preciso ma, nella cultura popolare, è sinonimo di “saccarosio”. Il saccarosio è il comune zucchero da tavola, è un composto chimico organico, comunemente chiamato zucchero, sebbene quest’ultimo termine indichi un qualsiasi generico glucide (detto anche carboidrato o idrato del carbonio semplice), al quale appartiene anche il saccarosio.In relazione alla sua struttura chimica il saccarosio è classificato come un disaccaride, in quanto la sua molecola è costituita da 2 monosaccaridi, più precisamente glucosio e fruttosio. Viene prodotto in Europa dalla lavorazione della barbabietola (una leguminacea), mentre nei paesi tropicali si ottiene dalla canna da zucchero (appartenente alla famiglia delle graminacee).

Con queste premesse è molto facile che si creino equivoci e fraintendimenti a danni alla salute. Anche gli altri zuccheri alternativi a glucosio e saccarosio, compreso il fruttosio, hanno un certo potere calorico e, nel tempo, vengono convertiti in glucosio.Non molti anni fa, è comparso sulle nostre tavole il fruttosio, da utilizzare come alternativa allo zucchero. Un alimento che però non si è rivelato poi così innocuo per la salute. “Conun’avvertenza: il consumo di alimenti contenenti naturalmente un alto tenore di fruttosio non provoca alcuno degli effetti descritti qui di seguito. Frutta e verdura sono assolutamente salutari, salvo patologie specifiche. Diverso è il discorso per quanto riguarda il fruttosio raffinato e gli sciroppi a base di fruttosio. Il fruttosio è metabolizzato esclusivamente dal fegato, e molte delle conseguenze del suo metabolismo sono negative. Il fruttosio in eccesso sembra essere alla base dell’epidemia di sindrome metabolica perché aumenta la resistenza insulinica e la predisposizione al diabete (mediato dall’attivazione dell’enzima JUNK1 e dal deposito di acidi grassi nei muscoli), agisce sulla neosintesi lipidica (DNL) con produzione di colesterolo cattivo e relativa dislipidemia, aumenta il deposito di grasso intra-addominale (mesentere-fegato) che può condurre al fegato grasso e ipertensione.“Questo discorso può valere, in parte, anche per il succo d’uva” specifica la dottoressa Meloni.Lo sciroppo di mais, infine, è lo zucchero più spesso utilizzato nelle bevande artificiali e nei fast food: si trova nel kecth-up, nel pane, negli hamburger…

Attenzione a questi prodotti!
Alcuni alimenti sono più “a rischio zuccheri nascosti” di altri.
“In cima alla lista ci sono i soft drink (bevande a base di cola, aranciata, limonata, ecc.) che possono far oltrepassare enormemente il fabbisogno giornaliero.
Una lattina da 33 cl contiene mediamente dai 27 ai 33 g
di zucchero. Alcune bibite a base di succo di arancia contengono 125 g/l di zuccheri semplici, altre la metà. Per il tè freddo si va da 41 a 89 g/litro ovvero da 7 a 15 cucchiaini. In un vasetto da 125 g di yogurt magro in genere viene aggiunto un cucchiaio di zucchero per renderlo più gradevole.
Lo stesso accade con i cerali della prima colazione e il pane. Per 100 g di alimento, i cracker a basso contenuto di grassi contengono 15 g di zucchero, il ketchup 22-24 g, il pomodoro in barattolo 12,18 g, la passata di pomodoro 4,83 g, i pistacchi salati 7,74 g, la zuppa di piselli 6,52 g.

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Scritto da Magazine Donna il 05/08/2015 10:19

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