Fallujah Bambini Malformati la denuncia di Fisk (Video)

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Fallujah Bambini Malformati o nati morti: il dramma del General Hospital denunciato da Fisk

Fallujah Bambini Malformati o nati senza vita presso il policlinico della città, è la sconcertante denuncia di Robert Fisk su Indipendent. Malformazioni all’ordine del giorno e di varia natura: da anomalie delle labbra a malformazioni del midollo spinale che fuoriesce dal corpo, un altro bimbo pare essere nato con un occhio ciclopico, un altro ha metà testa i bambini sono nati morti, questi bambini sono nati nel 2009, e come fa notare Al-Hadidi e queste sono scene che si presentano continuamente, è stato proprio lui a far vedere in assoluta tranquillità le immagini al giornalista.

Le immagini che scorrono di fronte a Fisk propongono la triste realtà di bimbi nati nel 2010 con la “pelle sbiadita”, con masse grigiognole sul capo, fino all’aspetto più ripugnante di un piccolo esserino che sembra assumere l’aspetto di una rana, con gli organi dell’addome che sembrano uscire dal corpo.I Bambini Malformati di Falluja sono una realtà triste e quotidiana di cui i medici sono tristemente consapevoli, anche Patrick Cockburn, ha denunciato i fatti, senza ottenere risultati, non esistono screening prenatali. Un’ostetrica dichiara di aver acquistato a sui spese uno scanner direttamente in Gran Bretagna per poter monitorare eventuali malformazioni prenatali. Tuttavia il Ministero della Salute di Baghdad non muove un dito e non si chiede perché i bambini vadano incontro a queste mutazioni.

La donna, che vuole restare anonima racconta

“Non credo che questo abbia qualcosa a che vedere con le armi americane. I genitori erano parenti stretti. I matrimoni tribali qui in Iraq coinvolgono parecchie famiglie che hanno tra loro legami di sangue. Bisogna riconoscere che se una madre partorisce in casa un neonato nato morto a causa di simili malformazioni, l’evento non ci viene affatto segnalato, ed il bambino verrà sepolto senza che se ne sappia nulla”.

La dottoressa Samira Allani spiega “Ma è l’aumento della frequenza che è allarmante“. La dott.ssa Allani cita una ricerca su “l’aumento della diffusione delle deformazioni alla nascita” a Fallujah, uno studio su quattro padri di famiglia “con due sole linee di discendenza”. I difetti cardiaci congeniti , dice il documento, hanno raggiunto “cifre senza precedenti ” nel 2010.

Un bimbo di pochi giorni viene mostrato al giornalista, e nonostante non vi siano mai stati casi di malformazioni nei neonati delle famiglie di origine dei genitori, il piccolo ha 4 dita per mano anziché 5.

Prosegue la dottoressa

“Meritano una risposta Ma né le autorità irachene, né gli americani, né gli inglesi – marginalmente coinvolti nella seconda battaglia di Fallujah, in cui hanno perso quattro uomini – né alcuna delle più importanti ONG, appaiono disposti ad aiutare, o in grado di farlo.” e quel che più sorprende è la dichiarazione di Fisk che spiega che quando i medici cercano di ottenere dei finanziamenti la ricerca, capita che a volte si rivolgono a organizzazioni che hanno un preciso orientamento politico. Lo studio della Dott.ssa Allani, ad esempio, ha ricevuto finanziamenti dal “Kuala Lumpur Foundation to Criminalise War” (Fondazione malese per mettere al bando la guerra) – un’entità che in maniera appena marginale si oppone all’uso di armi da guerra statunitensi a Fallujah. Anche questo, temo, è parte della tragedia di Fallujah.

Il dottor Chris Busby spiega che pur non essendoci ancora una causa ufficiale e dimostrata allude ad “Alcune forti esposizioni ad agenti mutageni sono sicuramente avvenute nel 2004, quando avvennero i bombardamenti” e già due anni fa aveva fatto una proporzione in cui veniva fuori che la mortalità infantile a Falluja è di 80 su ogni 1000 nati, quattro volte superiore a quella dell’Egitto, e quasi 10 volte superiore a quella del Kuwait.

“A mio avviso, l’aspetto da incriminare maggiormente di tutto questo è che, durante la guerra, né il governo inglese né quello americano son stati capaci di recarsi da Woolworths (centro commerciale, ndr) ad acquistare dei computer con cui poter documentare le morti in Iraq. Esiste una pubblicazione Lancet in cui si stima che il numero dei morti durante la guerra si aggiri intorno ai 600.000. Eppure le potenze occupanti (USA e Gran Bretagna) non hanno avuto la decenza di dotarsi di un computer del valore di anche solo 500 sterline in modo da dire “questo corpo è ci è stato portato oggi e questo era il suo nome”.

Qui un video dalla rete con le immagini forti dei bambini, avvertiamo che la visione è sconsigliata ad un pubblico estremamente sensibile.

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