A bagnomaria, tutti gli usi e consigli

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    Mille usi della tecnica a “bagnomaria”



    La tecnica a bagnomaria è molto utilizzata in cucina, normalmente si utilizza questo metodo ponendo un contenitore resistente al calore in una pentola piena d’acqua bollente, in commercio esistono anche pentole apposite che si incastrano in maniera perfetta.

    A bagnomaria è possibile cuocere salse o sciogliere delicatamente tutti quegli ingredienti che potrebbero alterare il loro sapore o potrebbero bruciarsi se posti a diretto contatto con il fuoco, come per esempio il cioccolato a cubetti.

    Per far sì che questa tecnica riesca al meglio è necessario non far toccare il fondo del contenitore e quello della pentola.

    La cottura a bagnomaria in forno è la variante adatta nella preparazione di budini o soufflè, in questa maniera lo stampo immerso in acqua non si scalderà eccessivamente sulle pareti, seccando l’impasto.

    Si legge su Wikipedia

    Sull’invenzione del bagnomaria ci sono versioni discordanti: alcuni la attribuiscono ad un’alchimista dell’antichità, Miriam, sorella di Mosè e Aronne, altri ad un’alchimista dell’alto Medioevo, Maria la Giudea, sull’esistenza della quale non c’è accordo. La prima menzione di quest’ultima versione è di Zosimo di Panopoli, autore nel IV secolo dei più antichi testi conosciuti sull’alchimia. Si dice che Maria la Giudea abbia sperimentato il metodo del bagno in acqua (Balneum Mariae in latino medievale) per imitare le condizioni naturali e riscaldare lentamente miscele di varie sostanze (elisir) e produrre in questo modooro o altri metalli preziosi.

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