Aborto a 7 mesi: una donna denunciata a Padova

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Una donna residente nel salernitano si è presentata giorni fa in un ospedale di Padova per un’interruzione di gravidanza che nel nostro paese è legalizzata, ma solo entro certi termini di gestazione, ossia non oltre le 12 settimane, cioè il terzo mese di gravidanza.

Il fatto che ha sollevato oltre che scalpore anche un caso giudiziario è che la donna era gravida da sette mesi; e interrompere la gravidanza in un periodo cosi avanzato può venire classificato come “omicidio”; infatti la donna è stata denunciata per “procurato aborto”.  Un aborto di questo tipo in Italia è permesso solo nel caso in cui il bambino che si trova nel grembo materno è affetto da una grave patologia che lo porterebbe alla morte subito dopo la nascita o a malformazioni talmente gravi da essere preferibile l’aborto

La vicenda non è chiara poichè il personale sanitario pur avendo segnalato il caso a chi di dovere, ma solo “dopo”, a tutti gli effetti ha accolto la domanda della donna di interrompere la gravidanza nonostante fosse in avanzato stato. ora gli inquirenti stanno indagando in merito a fatti e responsabilità, mentre il corpicino del feto verrà sottoposto ad autopsia.

WikiNota:

“L’Interruzione volontaria di gravidanza (IVG) o aborto provocato consiste nell’interruzione dello sviluppo dell’embrione o del feto e nella sua rimozione dall’utero della gestante. Può essere provocato per via chirurgica o chimica. La pratica dell’aborto volontario viene svolta in buona parte del mondo, a discrezione della donna nei primi mesi della gestazione. Può essere motivata da ragioni di ordine medico, come la presenza di gravi malformazioni al feto, di pericolo per la salute della madre, nel caso in cui il feto sia frutto di una violenza carnale ai danni della madre o per altri motivi indipendenti dalla condizione di salute della madre o del feto: come la condizione economica, familiare o sociale.”

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