Accordo alla Whirlpool, la lotta salva il lavoro

153

Si potrebbe riassumere la conclusione della vertenza Whirlpool con il botta e risposta a distanza tra Matteo Renzi e Maurizio Landini: “Lo avevamo promesso ai lavoratori #Whirlpool”, twitta il premier: “Nessuna chiusura, nessun licenziamento”. Risposta di Landini: “Ora si può dire che la presenza del gruppo è ‘fantastica’”, riferendosi all’aggettivo utilizzato dallo stesso Renzi un anno fa quando Whirlpool rilevò l’azienda degli elettrodomestici dai Merloni.

IL RISULTATO POSITIVO di cui tutti ieri hanno cercato di intestarsi il merito, in realtà dipende dalla disponibilità e capacità dei lavoratori a mobilitarsi. E anche a far prevalere elementi di solidarietà tra i vari stabilimenti tra il nord e il sud d’Italia. Anche per questo l’accordo siglato al ministero dello Sviluppo economico costituisce una novità.

“Non è vero che in Italia non si investe” commenta Landini con il Fatto, “e non è vero che per investire serve il Jobs Act”. Lo stabilimento di None, in Piemonte, infatti, passerà alla società Mole senza applicare ai 95 dipendenti le nuove norme del mercato del lavoro. “Non è vero, continua Landini, che il sindacato non serve, qui abbiamo giocato un ruolo. Anche noi che, a differenza di altri, non abbiamo mai rotto il rapporto con l’azienda”.

A dare una mano alla soluzione c’è anche la Whirlpool, multinazionale Usa, che si era presentata con un piano di investimenti da500 milioni, oggi ritoccato all’insù a 514 e che quindi ha acconsentito a rivedere il piano. Così Caserta diventa il polo europeo di ricambi e accessori, in cui troveranno inizialmente occupazione 320persone, mentre tra i 100 e i200 potranno spostarsi a Napoli, altri duecento circa saranno accompagnati alla pensione e si farà ricorso agli ammortizzatori sociali.

IL MAGAZZINO DI NONE, a sua volta, sarà ceduto alla società piemontese Mole, ma il personale in alternativa potrà optare per il trasferimento a un’altra sede del gruppo oppure accedere ai percorsi di uscita incentivata previsti.

A Cassinetta si insedia il polo per l’area E-mea, l’Europa e il Medioriente, di macchine per l’incasso, con produzione di forni, frigoriferi e microonde e e un incremento occupazionale di 160 persone. Melano diventa unica fabbrica E-mea per la produzione di piani cottura e vi saranno concentrati anche i lavoratori attualmente in forza ad Albacina. Napoli produrrà le lavatrici di alta gamma mentre Sienasarà il polo di produzione dei congelatori orizzontali. Comunanza produrrà lavatrici carica frontale e sarà produttore esclusivo in Emea di lavasciu-ga. Gli impiegati avranno il contratto di solidarietà e saranno creati due centri direzionali, uno in Lombardia e l’altro a Fabriano. “Una novità importante, spiega ancora Landini, è stata la disponibilità dei lavoratori di Varese a cedere produzione al sud riequilibrando i posti di lavoro. Un contenuto di solidarietà importante. Anche il governo ha fatto la sua parte”. Ora la parola passa ai lavoratori che si esprimeranno il 13 e 14 luglio con il referendum.

Condividi