Acqua Inquinata Pescara: a rischio 700 mila persone

1175

Acqua Inquinata Pescara: a rischio 700 mila persone a confermarlo è l’Istituto Superiore di Sanità

Acqua Inquinata Pescara sotto accusa, ben 700 mila persone: avrebbero bevuto acqua contaminata dalla discarica di Bussi per oltre 40 anni.
La relazione del Ministero Superiore di Sanità tuona in maniera decisa e sconcertante:

“L’acqua contaminata è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila persone senza controllo e persino a ospedali e scuole“.

Si legge inoltre che la qualità della stessa è stata “indiscutibilmente significativamente e persistentemente compromessa“, a causa dell’inquinamento della falda acquifera, dovuto ad una smisurata e non controllata attività di versamento di rifiuti tossici ad opera degli stabilimenti industriali della Montedison e della Solvay

Nessuno ha mai informato i cittadini che avrebbero potuto evitare di utilizzare l’acqua dei rubinetti (definita potabile), per uso alimentare e purtroppo come dichiarato dal Ministero:

“Ci sono quindi “incontrovertibili elementi oggettivi coerenti e convergenti nel configurare un pericolo significativo e continuato per la salute della popolazione esposta agli inquinanti attraverso il consumo e l’utilizzo delle acque”

Si legge inoltre nella nota dell’avvocatura

“La mancanza di qualsiasi informazione relativa alla contaminazione delle acque con una molteplicità di sostanze pericolose e tossiche, solo una parte delle quali potrà essere tardivamente e discontinuamente oggetto di rilevazione nelle acque, ha pregiudicato la possibilità di effettuare nel tempo trattamenti adeguati alla rimozione delle stesse sostanze dalle acque

La discarica di Bussi è il ricettacolo di veleni più grande d’Europa, si estende su un’area di circa 30 ettari, al di sotto dei quali sono stati interrati rifiuti tossici e scarti industriali per 250mila tonnellate di peso. Dopo 40 anni di continue pressioni finalmente la giustizia ha preso in mano le carte ed ha avviato un processo.
Tutto è cominciato nel 1972, quando Giovanni Contratti, assessore in carica in quell’anno all’Igiene e alla Sanità del comune di Pescara, invita con una lettera la Montecatini Edison a pulire il sito e ad adottare misure anti-inquinamento, ma solo dopo 35 anni in cui la popolazione delle aeree circostanti è stata praticamente “intossicata” in maniera subdola e silenziosa si è riusciti nel 2007 a far sigillare l’area.
Gli indagati, allora responsabili dello stabilimento, oltre a 8 dirigenti della Solvay che ha acquistato nel 2002 il polo chimico dell’Ausimont, dovranno rispondere di disastro doloso e avvelenamento delle acque, per un totale di 8.5 miliardi di euro di danni. Nel frattempo si prospetta un’opera di bonifica con un costo di oltre 500 milioni di euro.

Ma non è tutto…

Oltre alla discarica principale esistono altre due satelliti, più piccole, deputate a suo tempo per lo stoccaggio dei rifiuti e degli scarti industriali.

Condividi