Affollamento Carceri, molti sono Immigrati

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Affollamento Carceri, molti sono Immigrati e costano allo stato 1 miliardo di Euro l’anno.

Affollamento Carceri, molti detenuti sono Immigrati che potrebbero tornare in patria per essere giudicati e per scontare nel proprio paese la pena, teoricamente è così, praticamente la legge non è applicata, sono pochi gli stranieri irregolari che tornano a casa e le carceri si riempiono sempre di più, secondo il FattoQuotidiano non ci sarebbero dati ufficiali riguardanti i numeri di persone espatriate secondo la Convenzione di Strasburgo che prevede accordi bilaterali tra gli Stati per i detenuti.
Se fosse stata applicata la legge, forse non saremmo in una condizione di emergenza, il Dap, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, fa sapere che sono 22.770 i carcerati stranieri che sarebbero in rapporto di 1 a 3 rispetto agli italiani.
Quanto costa un detenuto allo Stato? Un carcerato costa allo stato, si legge sul Fatto Quotidiano, 124.6 euro giornalieri, più di quanto un italiano medio guadagna in un giorno di lavoro (e l’italiano medio paga le tasse). In totale lo stato spenderà entro 2013 909 milioni di euro, quasi un miliardo di euro, che in tempi di crisi non è poco.
Quanto risparmierebbe l’Italia se lo straniero fosse rimpatriato? Basta moltiplicare la cifra suddetta per il numero dei detenuti, ogni giorno l’Italia risparmierebbe 1 milione e mezzo di euro al giorno (perché bisogna considerare i costi dell’espatrio)


Il discorso Non è razzista, si intenda, si tratta di cifre e conti alla mano, in tutto il mondo sono 30000 circa gli italiani che scontano la propria pena all’estero, ma a livello etico come la mettiamo?
Rimandare gli stranieri in patria è un atto di razzismo? Nessuno ha mai pensato che le condizioni dei detenuti non sono delle migliori e che un eventuale ritorno a casa garantirebbe ai carcerati la possibilità di vedere nelle ore di visita i propri familiari?
Ma i trasferimenti sono sostanzialmente bloccati. Non è questione di governo di destra o di sinistra, è questione di risparmio. Ma quali sono gli accordi che regolano i rapporti tra i vari stati in materia di detenzione?
Oltre alla convenzione di Strasburgo, l’Italia è scesa a patti con numerosi stati esteri, dal 1998 con L’avana, l’anno dopo con Hong Kong, accordi decennali con Bangkok, ma i numeri di questi detenuti sono irrisori, a popolare le carceri italiani sono soprattutto Marocchini, Rumeni, Tunisini, Brasiliani, Albanesi.

Ci sarebbero stati dei trasferimenti, autorizzati, ma sono stati pochissimi e i dati? Assenti. Tranne per quel che riguarda alcuni dati del Ministero degli Interni, dal 2006 al 2008 sarebbero stati trasferiti 216 detenuti, non tantissimi.
Il perché non è noto. Sarà colpa delle carenze burocratiche italiane? Intanto si pensa all’Indulto e l’Amnistia, ma è davvero questa la soluzione?
Leggi anche: politiche di Integrazione della Kyenge.

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