Alessandra Amoroso si racconta in un libro: Una monella diventata star

504

Puoi scegliere di rimanere immobile e guardare la vita che ti scorre accanto. Oppure puoi fare un passo in avanti e provarci. Avevo un sogno e l’ho realizzato. Ne ho ancora tantissimi». Alessandra Amoroso un altro tassello al puzzle dei desideri l’ha appena aggiunto: il libro A mio modo vi amo, scritto a quattro mani con il suo assistente Giacomo Sabatino. Oltre 200 pagine in cui la cantante pugliese, vincitrice di Amici 2009, mette a nudo se stessa, ma dà anche spazio ai fan, la Big family, come la chiama lei, pubblicando tra la sua storia le lettere e gli sms che ha ricevuto.AMOROSO-concerto-sorrento

È l’entusiasmo fatto persona Ale, sfoggia un taglio nuovo di zecca («Con i capelli corti sono più io, esce la mia personalità») e si racconta senza riserve, mostrando quelle due anime che, per sua stessa ammissione, convivono in lei e «chi prende il sopravvento determina il mio umore»: ora leone (è il suo segno zodiacale), ora bambola di porcellana, fragile. «Faccio spesso a botte con me stessa, sono molto critica». La memoria corre all’infanzia: «Da bambina ero un macello, stile Attila, mia mamma diceva che dove passavo io non cresceva più l’erba. Ora sostiene che dove ci sono io c’è vita. Un complimento bellissimo, perché in famiglia siamo tutti riservati. Sono io l’unica eccezione, generosa di baci e abbracci».

Mamma Angela «è la prima cantante che ho conosciuto nella mia vita. Grande, unica. Ogni volta che io e lei eravamo in giro cantavamo, ogni volta che cucinava cantavamo: ogni momento era perfetto per duettare con lei. Erano le prime volte che adoperavo quello strumento così articolato e unico che Dio ci ha donato: la voce».

Dio, una presenza costante per la Amoroso: «Ho cominciato a cantare nel coro della chiesa». E la prima esibizione è avvenuta d’estate all’oratorio dei salesiani. «Allora compresi che avrei dedicato la mia vita alla musica». Oggi la fede è un pilastro, fa capire Alessandra, mentre si guarda le mani e quell’anello che arriva da Medjugorje, un regalo da cui non si separa mai. «Prego, e non solo nei momenti di difficoltà. Dio è un amico che non mi tradirà mai, mi confido spesso con lui», precisa con grande consapevolezza. È cresciuta Alessandra, il sorriso è disteso e gli occhi verdi brillano intensamente mentre dice: «Oggi so chi sono meglio di ieri». Ovvero… «Ho imparato a volermi bene. Mi sento a casa ovunque. Il cordone ombelicale con il mio Salento, che amerò per sempre, si sta allen-tanto. Casa è dove ci sono io, dove c’è Sandrina, una ragazza fortunata. Un tipo simpatico, che noti non per il fisico, ma perché fa ridere». Poi aggiunge: «Ho cercato di costruire una rete di affetti solidi. L’amicizia, per me, è fondamentale, non la do mai per scontata». Qualche amicizia celebre? «Ho un bel rapporto con Annalisa, Marco Carta. Ed Emma: tiferò per la sua squadra ad Amici».

1
2
Condividi