Un anno di coma e dodici di ricordi svaniti per il dottor Piccioni

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Il dottor Pierdante Piccioni entra in coma il 31 maggio del 2013. Era sulla tangenziale di Pavia, in auto era stato colto da un malore ed ebbe un incidente.

Il coma è durato un anno per il medico di Lodi e quando si risvegliò nel reparto rianimazione chiese se qualcuno avesse avvisato l’ospedale di Crema che quel giorno non sarebbe andato al lavoro. Non ricordava di Lodi e chiedeva chi avesse accompagnato i figli a scuola. Quando ancora lavorava a Crema, nel 2001, i suoi due figli avevano rispettivamente otto e dieci anni ma ora si ritrovava davanti due giovani universitari con la barba. Non li riconosceva e di sua moglie riconobbe soltanto gli occhi, lo specchio della sua anima. Tutto il resto era diverso: i capelli, le rughe, il viso. Non ricordava neanche l’incidente, il malore, il coma. Per lui il tempo si era fermato a dodici anni prima ed ebbe un vero e proprio choc quando si vide allo specchio. Non si riconosceva ed è quasi svenuto per questo.medico_si_risveglia_dal_coma_e_pensa_di_essere_nel_2001-0-0-434291

 Dopo il coma e dopo la sua reazione gli fu riscontrata una semplice lesione della memoria che gli aveva letteralmente cancellato dodici anni di vita. Uscito dal coma si è sentito come rinato, ma una porzione della sua vita è come morta o mai vissuta. Siamo quello che ricordiamo e lui è un uomo rimasto fermo ad una vita diversa da quella che si è trovato davanti, a quando ancora sua madre era viva. Ha dovuto re-imparare a vivere con una certa fatica, ha dovuto ricostruire, ricomporre la sua esistenza.

Al suo risveglio dal coma avrebbe voluto fuggire da una realtà che non gli apparteneva e non capiva fino in fondo, era quasi come vivere un incubo senza senso. Dopo una serie di esami, controlli e sei mesi di risonanza magnetica gli venne riscontrata una lesione alle vie della memoria.  In quegli anni perduti ne sono successe di cose: Obama al posto di Bush, le Torri gemelle distrutte, il terrorismo islamico, Renzi al posto di Berlusconi.

Pierdante Piccioni, uscito dal coma e con dodici anni di meno dentro ma non fuori, si è rimesso a studiare. Qualcuno gli ha consigliato di prendersi una pensione d’invalidità e di godersi un po’ di riposo ma lui non ci pensa nemmeno. Vuole tornare a fare il suo lavoro, il primario. Non a Lodi però, sarebbe troppo stressante confrontarsi con colleghi che non riconosce . Meglio ricominciare in un altro luogo, lontano da un passato che gli è estraneo in modo imbarazzante. Ha ripreso il suo lavoro un paio di giorni fa con la sua tabula rasa di dodici anni per tornare a riscrivere la sua vita partendo da dove la sua memoria l’ha lasciata.

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