Antartide, Alieni o terzo Reich?: Cosa nascondono queste gelide terre sterminate?

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Il 26 agosto 1946, a poco più di un anno dal termine della Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti diedero il via a una missione di esplorazione dell’Antartide di vaste dimensioni, che vide impegnati quasi 5000 uomini e numerose navi.

Il 5 marzo dell’anno successivo il giornale cileno ”El Mercurio” riportava il testo di un’intervista al comandante della spedizione, il celebre ammiraglio Richard Evelyn Byrd, il quale avrebbe dichiarato che risultava imperativo per gli Stati Uniti prendere immediatamente delle misure difensive nei confronti delle regioni antartiche, dal momento che, secondo Byrd, proprio da lì sarebbe potuta giungere una terribile minaccia rappresentata da un nemico in possesso di dischi volanti in grado di spostarsi velocemente da un Polo all’altro.

A quale nemico si riferiva l’ammiraglio Byrd? Chi avrebbe avuto una simile tecnologia?

Con il passare degli anni iniziarono a circolare alcune voci secondo cui, sebbene la Germania fosse stata sconfitta nel secondo conflitto mondiale, molti membri delle forze armate e scienziati tedeschi avrebbero costruito delle basi in Antartide per rifugiarsi e continuare le loro ricerche di aeronautica avanzata.

Che i tedeschi avessero compiuto varie spedizioni in Antartide negli anni Venti e Trenta rappresenta un dato di fatto documentato. Ciò che non si sa, invece, è se effettivamente fosse stata costruita, nelle fasi finali della Seconda guerra mondiale, una vera e propria base nella quale sarebbero stati portati velivoli, navi e prototipi di vario tipo.

Coloro che ritengono che una base di questo genere sia davvero stata creata riportano la dichiarazione che il comandante della flotta di U-Boot, Karl Dònitz, fece nel 1943, quando disse che la flotta sottomarina tedesca era stata ricostituita in un’altra parte del mondo.

Non si sa a quale parte del mondo si riferisse, ma risulta interessante notare come nel 1945 fossero stati avvistati vari U-Boot nei pressi della Terra del Fuo co, molto vicino all’Antartide. Ciò non prova nulla sulla effettiva costruzione di una base logistica, ma fornisce una possibile cornice all’ipotesi di una base tedesca antartica.

È stato negli anni Settanta che il tema ha ricevuto nuova linfa, quando Ernst Zundel, 111 un pubblicista tedesco, è venuto alla ribalta scrivendo un libro in cui sosteneva che gli Ufo sarebbero stati in realtà degli avanzatissimi velivoli tedeschi, costruiti negli ultimi anni della Seconda guerra mondiale e portati segretamente in Antartide quando gli alti vertici si accorsero che la guerra era ormai persa e che occorreva quindi trasferire i prototipi al sicuro affinché non cadessero in mano nemica.

La teoria di Zündel è certamente molto azzardata e non supportata da suffi cienti prove per quanto riguarda il collegamento tra dischi vo lanti e Terzo Reich.

AVVISTAMENTI IN ANTARTIDE

Diverso invece il discorso sulla presenza di dischi volanti in Antartide, a prescindere dalla loro origi ne, dal momento che gli avvista menti effettuati al Polo Sud sono stati molteplici nel corso degli anni.

Nel marzo 1950 il commodoro Augusto Vars Orrego, della Marina cilena, scattò diverse fotografie e un filmato che ritraevano un oggetto volante a forma di sigaro che procedeva cambiando velocità in maniera repentina e mostrando anche di essere capace di volo stazionario.

Sei anni dopo, nel gennaio 1956, un gruppo di scienziati cileni andati in Antartide per studiare la fauna locale fu al centro di una vicenda di notevole interesse. Tutto iniziò quando i membri del team si accorsero che la radio aveva misteriosamente cessato di funzionare. Quella notte, due di loro videro un paio di oggetti metallici anch’essi a forma di sigaro, fermi nel cielo in totale assenza di qualsiasi rumore. Alle sette di mattina altri due membri della spedizione videro gli strani oggetti. All’improvviso uno dei due Ufo emise una sorta di flash e cambiando colore, da argenteo a violetto, volò via velocemente, mutando nuovamente la propria colorazione e compiendo evoluzioni aeree impossibili per qualsiasi velivolo terrestre (accelerazioni improvvise, decelerazioni istantanee, curve a gomito). Dopo pochi minuti anche il secondo velivolo iniziò manovre di questo tipo, tra lo stupore delle persone della spedizione che osservavano in silenzio.

Colto da curiosità, uno degli scienziati prese un contatore Geiger e si accorse che la radioattività era di circa 40 volte superiore al normale. Lo spavento fu molto forte ma fortunatamente i due oggetti si allontanarono ad altissima velocità, sparendo all’orizzonte in pochi secondi.

Cinque anni più tardi un altro avvistamento notevole, tenuto conto anche della persona che ne fu protagonista. Rubens Junqueira Villela, un meteorologo ed esploratore brasiliano, si trovava a bordo della rompighiaccio Glacier della Marina degli Stati Uniti, quando vide una strana luce in cielo. Alcuni gridarono pensando si trattasse di un missile, ma Villela notò che aveva caratteristiche diverse: luminoso, di forma ovale, con una scia rossastra. A un certo punto si divise in due parti, cambiando colore e assumendo tonalità blu e bianche. Entrambe le parti erano simmetriche, con delle specie di antenne sulla cima.

La Marina registrò l’incidente come avvistamento di una meteora, ma Villela smentì categoricamente questa ipotesi, ritenendo si trattasse di un qualche velivolo che denotava un comportamento intelligente.

Nel 1965, a conferma di una situazione caratterizzata da un crescente numero di avvistamenti, il capitano Sanchez Moreno della Marina argentina scrisse un rapporto ufficiale in cui affermava che tra il 1950 e il 1965 il personale della Marina argentina aveva effettuato 22 avvistamenti di oggetti volanti non identificati che rifuggivano qualsiasi spiegazione nota: non si trattava di aeroplani, di palloni sonda o di fenomeni meteorologici già conosciuti.

considerazioni conclusive

Il grande numero di avvistamenti in Antartide – effettuati da persone dalla elevata competenza scientifica in grado di saper distinguere un fenomeno naturale da un Ufo – delinea un quadro di assoluto interesse, dal momento che emerge come in quelle vaste aree vi siano movimenti di velivoli che rifuggono ogni classificazione.

Il ritenere possa trattarsi di velivoli costruiti da tedeschi alla fine della Seconda guerra mondiale si basa invece su semplici voci totalmente non verificate, fornite di un impianto indiziario insufficiente.

L’origine di questi velivoli rimane ignota ma la loro reale presenza risulta invece supportata da numerosissime prove, per cui solo nuove spedizioni capillari potranno gettare maggior luce su quanto accade in Antartide.

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