Arriva il fondo per pagare la casa ai rom

1260

Contentiisindaci di sinistra, contento il governo di centrosinistra, contenta la Ue, che ci chiede da tempo di fare qualcosa di simile, e contenti soprattutto i rom. Meno contenti i contribuenti, ma quelli si sa che non contano molto. Ieri sera al Viminale il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha raggiunto un accordo con i vertici dell’Associazione nazionale dei Comuni per lo smantellamento dei campi rom. Come ha spiegato Piero Fassino, che dell’Anci è il presidente, «nessuno ha in mente le ruspe di Salvini. Si tratta semmai diunariallocazione in soluzioni abitative più civili». Comuni e prefetture, in sostanza, adotteranno «un programma di superamento dei campi a vantaggio di una soluzione più civile e più sicura dal punto di vista della legalità». Case vere e proprie, insomma, da capire se prefabbricate o meno, come era stato anticipato da Libero lo scorso 4 giugno.

Dipenderà dal budget, che al momento è ignoto. «I costi dell’operazione non sono ancora stati quantificati», ha ammesso infatti Fassino. «Adesso», ha aggiunto, «lavoreremo insieme, Anci e governo, a una proposta che includerà anche una previsione di stanziamenti finanziari». A farsi carico dei costi «sarà il governo, attraverso deifondi che in passato sono stati elargiti solo occasionalmente». Prefetti e sin-daci si occuperanno invece della parte organizzativa.

Soddisfatto Alfano, che prima ha twittato «Occorre smantellare i campi Rom» e dopo: «Accordo con i sindaci sui campi rom. Andiamo avanti!». Nelle intenzioni del ministro l’intesa dovrà prevedere un «patto di emersione tra i Comuni e i rom». Al Viminale lo spiegano così: «Chi accetta di sottostare alle regole del no -stro Stato, rimane e usufruisce della soluzione abitativa. Chi non lo fa, sarà mandato ai luoghi di origine».

Dopo aver sentito tanto parlare di ruspe, ai rom non pare vero che si stia per giungere a una soluzione che prevede addirittura l’assegnazione di case. Davide Casadio, presidente della Federazione rom e sinti, interpellato dall’agenzia Dire, sostiene che se l’intesa raggiunta ieri contempla davvero «l’utilizzo di terreni privati ad uso abitativo o lo spostamento in case», allora «siamo di fronte a un progresso».

Nell’incontro con i Comuni si è parlato anche dell’emergenza immigrati. Si è deciso di proseguire nell’attuazione del piano preparato del governo, creando nuovi posti Sprar (cioè per i richiedenti asilo e i rifugiati) e individuando misure compensative per le realtà locali che facciano accoglienza. Confermata la divisione tra le regioni del Nord: secondo quanto riferito, hanno detto sì al governo Piemonte, Friuli, Val d’Aosta, Toscana ed Emilia-Romagna, mentre sono rimasti sulle loro posizioni Liguria, Lombardia e Veneto.

Condividi