Arriva la tassa sull’aria condizionata: “Stangata da 200 €”

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La stangata del fisco arriva anche sul caldo delle nostre case. Arriva la tassa sull’aria condizionata, prevista da una direttiva europea sulle emissioni di anidride carbonica, annunciano Federconsumatori e Adusbef che stimano l’aggravio in circa 200 euro a famiglia. «Sono arrivati a tassare anche l’aria», affermano in una nota. La direttiva obbliga i proprietari a possedere un libretto di impianto, oltre a introdurre controlli dei condizionatori ogni quattro anni. Sono previste delle multe salate per chi non è in regola: dai 500 ai 3mila euro.

Per il rilascio del libretto e del primo bollino per i condizionatori Federconsumatori e Adusbef stima una spesa di 180 – 220 euro, che salgono a circa 300 se i condizionatori in casa sono più di uno. A questi costi si aggiungono le ricadute indirette perché il prelievo sui condizionatori negli esercizi commerciali, nei ristoranti, negli studi di professionisti rischia di ripercuotersi sulle tasche dei cittadini. Le due associazioni si dicono «pronte, in sede europea ed anche in ambito nazionale, a mettere in campo tutti gli strumenti per la cancellazione di tale obolo».

 A frenare i (legittimi) allarmismi, però, c’è il fatto che la norma vale solo per condizionatori con potenza maggiore o uguale a 12 kw, come precisa anche una nota del Ministero dello sviluppo economico. L’obbligo di possedere il libretto per il condizionatore, idea del governo Monti risalente al 2013, è in vigore dal 2014 (governo Letta), data in cui è stata introdotta la norma che equipara gli impianti di climatizzazione a quelli di riscaldamento.

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