Arrivano le gambe bioniche, una speranza per chi ha subito l’amputazione

340

Grande passo in avanti nel campo della tecnologia e soprattutto una speranza per le tante persone che purtroppo hanno subito un‘amputazione agli arti inferiori che finalmente potranno ritornare a muoversi in autonomia grazie alle gambe bioniche.

Stiamo parlando del risultato di un progetto molto importante a livello europeo, ovvero il Cyberlegs finanziato dalla Commissione Europea con 2,5 milioni di euro suddivisi tra cinque istituzioni riunite in consorzio e con il coordinamento dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore S’Anna di Pisa, progetto lanciato nel 2012 da Maria Chiara Carrozza una bioingegnera che in quel periodo era rettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e coordinatrice del progetto.

Arrivano le gambe bioniche, una speranza per chi ha subito l'amputazione

Si tratta, come già anticipato di gambe bioniche, ovvero di nuovi sistemi robotizzati, leggeri e indossabili, che stando ai risultati di alcuni test condotti dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi di Firenze nell’agosto del 2014, permetteranno di camminare anche con meno sforzo fisico. Tali gambe bioniche, sono state realizzate, dunque, nello specifico per coloro i quali abbiano subito un’amputazione al di sopra del ginocchio. Come già anticipato, sono stati condotti alcuni importanti test, su 11 volontari i quali avevano subito un’amputazione degli arti inferiori. “A ogni passo l’ortesi robotizzata fornisce all’amputato un surplus di energia e permette in questo modo di ripristinare un cammino più fisiologico. Durante il progetto questo dispositivo è stato testato con successo da sette amputati, che hanno potuto interagire con il dispositivo in maniera intuitivo e, al tempo stesso, sperimentando un cammino più fisiologico” commenta Nicola Vitiello.Un’altra frontiera esplorata con successo è quella dell’unione tra protesi transfemorale con l’ortesi (tutore) attiva di bacino.Il dispositivo è stato definito dai ricercatori “orto-protesi” fanno sapere dalla Scuola Sant’Anna. 

 

Condividi