“Assegnate senza requisiti 4 case comunali su

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Mafia Capitale sapeva che quella degli immigrati non era l’unica emergenza con cui fare cassa. C’era anche quella abitativa che faceva gola e che ad un certo punto oltre alla presunta organizzazione finiva per favorire anche chi otteneva gli alloggi. È un aspetto che emerge dal verbale di Aldo Barletta, dirigente al dipartimento politiche abitative del Comune di Roma. Non solo. Barletta è anche l’uomo che “in 10 giorni ha fatto tutto quello che non hanno mai fatto”, come dice Salvatore Buzzi intercettato. Tanto che -sempre secondo quanto riferito da Buzzi e annotato dal Ros dei carabinieri – voleva coinvolgere “la Campana (Micaela, deputata Pd, ndr) per sollecitare Ozzimo (Daniele ex assessore dimessosi mesi fa e ora ai domiciliari, ndr) a risolvere il problema che, stando alle affermazioni di Buzzi, riguardava la scarsa permeabilità di Barletta (Aldo, ndr) rispetto alle sollecitazioni esterne”. Evidentemente non ce l’hanno fatta.

BARLETTA viene sentito a sommarie informazioni dai pm lo scorso 24 febbraio. “A seguito della delibera di giunta numero 150 del 22 maggio 2014 -spiega il dirigente – che autorizzava la prosecuzione dei rapporti in essere per le emergenze nel settore alloggiativo, venne indetta una procedura negoziata alla quale vennero invitati numerosi operatori, circa 15, molti dei quali presentarono manifestazioni di interesse. Tuttavia, al momento della presentazione delle offerte, per l’emergenza dei 580 l’offerta la presentò solo la Eriches, per Valcannuta- Montecarotto” e “l’Ati Domus Caritatis/Eri-ches, per Borgo del Poggio la cooperativa progetto recupero”. La Eriches 29 e la Domus Caritatis sono anche le due cooperative finite in una relazione ispettiva del ministero delle Finanze che già a febbraio del 2014 parlava, anche se riferendosi ad altre gare, di appalti non regolari, che si prolungavano grazie alle proroghe rinnovate anno dopo anno, mentre il volume di affare continuava a crescere.

Continua dunque il dirigente con i pm: “Appena ieri, mi sono recato rappresentando ai carabinieri che stiamo facendo accertamenti a tappeto sui residence e stiamo verificando che per ogni residence il 40 per cento di media non ha diritto a rimanervi, anche perché vi sono residenti con redditi di gran lunga superiori ai 18 mila euro, massimo previsto dalla normativa di settore”.

INSOMMA, il 40 per cento di chi abita in quelle case non ne avrebbe diritto, secondo questa testimonianza. Intanto però quegli appalti per l’emergenza abitativa di 580 persone sono, secondo le accuse, il risultato di una turbativa d’asta. Reato che contestano quindi a sette persone, tra cui Buzzi, Francesco Ferrara (vice presidente del cda de La Cascina, ai domiciliari), Tiziano Zuccolo (ai domiciliari) e altri, perché in concorso tra loro “mediante collusioni consistite in accordi preventivi intesi a eliminare ogni forma di competizione in relazione alla procedura negoziata per l’accoglienza di 580 persone ne turbavano il regolare svolgimento”.

Come gestire gli appalti di “Valcannuta- Montecarotto” di cui parla anche Aldo Barletta ai pm, lo spiega Salvatore Buzzi ai suoi in alcune conversazioni intercettate. Annotano i Ros che Buzzi spiega “che avrebbe dovuto incontrarsi – con un’altra persona – con Fabrizio Amore, al fine di convincerlo con maniere forti a non intralciarsi rispettivamente nelle gare d’interesse: “Du’ calci in culo … ti ammazzo …. io non vengo sul tuo tu non vieni sul mio e nessuno va su nessuno”, intimava e Carminati era d’accordo: “Nessuno va su nessuno, certo”.

Dunque il ras delle coop rosse spiegava che “gli accordi che aveva stabilito coi referenti di alcune cooperative invitate alla gara: ‘questo è Pulcini.. Progetto Recupero. Un Sorriso. Osa Major. Ambiente Lavoro Eri-ches ed Inopera … Inopera li ho fermati che so’ amici … questi semo noi Osa Major eh … so i preti … questi so amici l’ho fermati … Progetto Recupero è sto stronzo di Amore … però siccome pure lui c’ha il residence

suo … poi pure lo stesso Progetto Recupero”. Continuano i Ros: “Mentre sosteneva di aver parlato con ‘Ambiente e Lavoro’ che ‘erano amici della Bel-viso mo stanno con Valeriani (presumibilmente Massimiliano Valeriani Vicepresidente del consiglio regionale del Lazio Pd, ndr)”.

NELLE CARTE si spiega come Buzzi “sottintendeva – quindi -non meglio precisati accordi a monte con il Pd “Eh ci hanno detto che ce sta … ho detto guarda <ce lo ha detto il Pd> guarda il Pd sono io”.

Il Pd è lui, dice. La politica intanto veniva asserviva: “Questi i consiglieri comunali devono sta ai nostri ordini”, aggiungeva sempre Buzzi. Ma gli accordi non erano solo con la politica: “Le parole di Buzzi – è scritto nelle carte depositate in questa seconda tranche di indagine -evidenziavano, quindi, l’esistenza di accordi commerciali con l’imprenditore Daniele Pulcini (anche questi ai domiciliari, ndr) per la gestione dei due residence che prevedevano un introito del 10% dell’importo fatturato da parte delle cooperative di Salvatore Buzzi a fronte di un servizio svolto da una cooperativa, facente capo al citato Pulcini”.

Accordi proficui che facevano vincere le gare. Quando incassano quella per l’emergenza abitativa, Buzzi manda un messaggio ai suoi: “Gara vinta. Dovevi vedere la faccia di Barletta”.

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