Attacco di Anonymous, bloccata la prevendita dei biglietti Expo sul web

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Attacco di Anonymous: Nuovo obbiettivo per Anonymous  il gruppo hacktivist operativo anche nel nostro paese,  che a poche ore dall’apertura di Expo ha reso inaccessibile nella notte con un attacco di tipo DDos (distributed denial of service) il sito delle prevendite dell’esposizione mondiale; il sito è rimasto offline per alcune ore, provocando disagi e tribolazioni per chi voleva aggiudicarsi la possibilità di visitare l’Expo; poche ore, ma che sono bastate per creare scompiglio e malcontento.

Giuseppe Sala a.d di Expo ha commentato molto ottimisticamente: «Abbiamo perso qualche registrazione di biglietti e qualche statistica. Ma per i visitatori nessuna conseguenza». Ma come dice il saggio proverbio non dire “Fatto” se non l’hai nel sacco; infatti dopo l’annuncio di Sala, nel primo pomeriggio il portale è nuovamente risultato offline ma per poco più di un’ora. Poi tutto è tornato alla normalità, in fondo il danno è stato di breve e lieve entità.

Anonymous ha prontamente rivendicato il “dispetto” di protesta sui suoi canali social con l’hashtag #noexpo; e annunciando: Non escludiamo di fare altre operazioni nei prossimi giorni “;  e a differenza di quello che si crede l’azione ha raccolto molti consensi e commenti a favore del tipo: «Siete dei grandi», «Expo è la mafia, avete fatto bene», ecc ecc. In effetti dopo la guerriglia che ha stravolto Milano, l’attacco hacker di Anonymous arriva con la leggerezza di una marachella da liceali, nelle strade milanesi oggi c’è stato ben altro che una scaramuccia in rete.

WikiBio: “Anonymous è una forma di attivismo e un fenomeno di Internet che identifica singoli utenti o intere comunità online che agiscono anonimamente in modo coordinato o anche individualmente per perseguire un obiettivo concordato anche approssimativamente.  Il termine viene utilizzato pure come “firma” adottata da gruppi di hacktivists, i quali intraprendono proteste e altre azioni sotto l’appellativo fittizio di “Anonymous”; e più genericamente anche per riferirsi ai sostenitori ed ai seguaci della sottocultura di internet.”

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