Azienda in Ginocchio dopo l’Alluvione in Abruzzo

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Azienda in Ginocchio dopo l’Alluvione in Abruzzo- La Dominio Ricambi di cui nessuno si cura

Azienda in Ginocchio dopo l’Alluvione in Abruzzo– E’ passata una settimana dall’alluvione che ha colpito l’Abruzzo, come d’abitudine i media si occupano dei fatti appena accaduti, li analizzano sciorinando immagini di repertorio per tenere aggiornato il pubblico, ma dopo ogni evento disastroso c’è un “Poi”.Un “Poi” fatto di gente che riprende a svolgere le proprie attività con sacrificio.

Intervistiamo oggi la Signora Antonella titolare dell’Attività Commerciale “Dominio Ricambi” sita in via del Circuito 341 a Pescara.
Il suo Magazzino e la sua Rivendita sono stati invasi da una valanga di acqua e fango.

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Signora Antonella, cosa è successo la scorsa settimana?
La notte tra domenica 1 e lunedì 2 dicembre verso le 2,30 del mattino è scattato l’allarme in quanto le due pompe che si mettono in funzione quando il livello dell’acqua sale, non riescono a tirare, abbiamo azionato altre 3 pompe (abitiamo ai piani superiori), i miei familiari sono rimasti fino alle 4,00 poi sono saliti in casa. Dopo 10 minuti abbiamo sentito un rumore fortissimo e una scossa tipo terremoto (martedì mattina dopo il lavoro dei vigili del fuoco abbiamo visto che era crollata una porta con annessa parete che dal magazzino porta alle scale di casa) ci siamo affacciati alla scalinata e abbiamo visto che l’acqua era arrivata oltre il piano rialzato del negozio e quindi il magazzino era tutto sotto l’acqua ed inoltre c’erano altri 40 cm in negozio. Abbiamo pensato subito alla merce ormai compromessa e ai pc in negozio, le macchine e i furgoni nel piazzale, ma per il timore di un’altra ondata non siamo andati né in negozio né fuori e abbiamo anche pensato che se i miei familiari avessero tardato 10 minuti a risalire sarebbero annegati nel fango. Quando si è fatto giorno abbiamo visto il disastro….e abbiamo iniziato a ripulire almeno il negozio dal fango i vigili del fuoco sono arrivati nel pomeriggio per liberare il magazzino dall’acqua e hanno finito martedì mattina.

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Qual è la situazione attuale?
Dopo 8 giorni siamo ancora nel fango, abbiamo liberato il magazzino dal materiale, e cerchiamo di ripulire soffitto e pareti dal fango incrostato. La merce è ormai invendibile l’abbiamo messa in giardino, tanti scaffali inservibili, le macchine della rettifica ormai da buttare, il muro con la porta crollato, le scalinate rovinate, l’impianto elettrico saltato, i 3 furgoni li abbiamo riparati subito per ricominciare a lavorare, due macchine sono ancora da mettere a posto.

Le Istituzioni vi hanno abbandonato? Chi vi ha aiutato?
Le istituzioni non le abbiamo viste, abbiamo invitato il sindaco nel nostro negozio 2 giorni dopo, perché ci siamo riuniti con i nostri vicini, anch’essi colpiti, ma non è venuto, non abbiamo visto nessuno, siamo stati due giorni senz’acqua, senza luce e senza telefono, nemmeno un vigile urbano per chiedere come stavamo. Noi siamo quattro soci, io, mio fratello Francesco, i miei cugini Marco e Luca, i nostri genitori Domenico e Erminio hanno aperto quest’attività nel 1978. Ci siamo messi in opera per ripulire da subito, noi, le nostre famiglie, gli amici, i dipendenti.

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Questa zona è soggetta ad allagamenti e a smottamenti del manto stradale, quel che è accaduto ha tutta l’aria di un disastro annunciato, purtroppo. Saprebbe dirci quali sono le giustificazioni delle Istituzioni?


Il disastro questa volta non è venuto dalla rete fognaria che non è adeguata, ma da un piccolo torrente che a 1 km dal nostro negozio passa sotto la strada, non è cielo aperto, è interrato per capirci.
Questo torrente da anni è ostruito da alberi e detriti e nonostante le tante pressioni fatte ai Comuni di Pescara e Spoltore non è stato mai bonificato, negli ultimi due mesi sono state spedite diverse raccomandate. Molti pensano che l’alluvione che ci ha colpito è venuta dal fiume Pescara che passa a 50 metri dal nostro fabbricato, ma in questa zona l’argine è molto alto e il Pescara non ci ha dato mai problemi.
Con noi le Istituzioni non si sono giustificate, in quanto non è venuto nessuno. Solo l’assessore alla cultura di Pescara e l’assessore al commercio di Spoltore sono venuti in maniera informale ed hanno espresso solidarietà, oggi è venuto un consigliere comunale di Pescara e ha detto che tutto non è colpa sua e le raccomandate non arrivano direttamente a lui, e non vado oltre, il Sindaco al tg di martedì 3 dicembre ha detto che era tutto sotto controllo.

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– Cosa si aspetta ora?
Dalle Istituzioni mi aspetto che facciano il loro dovere, da parte nostra non possiamo far altro che contare i danni e presentare la domanda di rimborso e aspettare. Speriamo che questa volta ci facciano ricredere sulla burocrazia, le “lungaggini” e le mancate risposte.
Avremmo voluto vedere i nostri Amministratori locali, prima di tutto il Sindaco, perché si rendessero conto di persona, i racconti e le foto non possono descrivere la realtà.
Prima di tutto dovrebbero mettere in sicurezza il torrente altrimenti alla prossima pioggia andremo di nuovo a galla.
Mi è capitato di parlare al plurale, in quanto parlo anche a nome dei miei soci, dei nostri genitori e delle nostre famiglie, l’attività è il nostro unico sostentamento e faremo di tutto per riportare tutto come prima, anzi, meglio di prima, forse questa caduta ci darà la forza per dare il meglio.

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