Barbato, ex senatore idraulico I Casalesi, gli sputi e De Luca

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Racconta un imprenditore di nome Raffaele Galoppo: “Dal 1988/1989 ho lavorato per appalti in somma urgenza alla Regione Campania. Il Barbato, che era un geometra subentrato come dirigente al Moccia che era una persona molto onesta, era un dirigente disonesto che lavorava alla Regione Campania. Posso dirvi che in un’occasione allorquando divenni aggiudicatario di una appalto per la gestione della centrale Mercato Palazzo di Sarno, dovetti assumere obbligatoriamente il figlio, Carmine, che però non veniva mai a lavorare sul cantiere. (…) Con il Barbato ho vinto due appalti, uno nel 2003 per la Centrale di Mercato Palazzo, che già gestivo, e l’altro, sempre nel 2003, per la manutenzione degli acquedotti per la zona del Nolano. Per il primo appalto il Barbato stabili quanto dovevo inserire di ribasso per vincere la gara e mi chiese per fare questo il 5% dell’importo di gara per ogni annualità”.

Il giorno delle corna contro il governo Prodi

In questo Paese, il nome di Tommaso Barbato ha segnato una delle pagine più nere della Repubblica, quando l’U-deur mastelliana contribuì a far cadere l’ultimo governo Prodi. Era il gennaio del 2008 e Barbato affrontò cosi, al Senato, un collega di partito,

Nuccio Cusumano, che non voleva votare contro il Professore: “Traditore, pezzo di merda”. Barbato gli mostrò infine le corna e gli sputò in faccia. Da ieri, l’ex senatore è in galera. Concorso esterno alla fazione camorrista dei Casalesi di Michele Zagaria. Alle ultime regionali in Campania ha sfiorato per poco l’agognato seggio: 4.238 preferenze nella lista di Campania Libera, formata da ex socialisti vicinissimi a Vincenzo De Luca, il nuovo governatore. A Napoli, Barbato è già indagato per voto di scambio e i pm hanno scoperto che voleva sistemare un altro figlio, Francesco.

L’inizio in piena era Bassolino e l’amante “piazzata”

Secondo le accuse del gip che ha ordinato di arrestarlo, Barbato sarebbe l’uomo chiave delle imprese di Zagaria nel ciclo integrato delle acque. Lavori di somma urgenza ma anche appalti pilotati in cambio di denaro e voti. Sono vari i titolari di aziende che rivelano la consegna di somme a Barbato, il quale si riferiva a Francucciò Zagaria, ambasciatore del clan in politica e che va alla festa dell’Udeur a Telese. Alla Regione Campania, Barbato era il funzionario responsabile del settore e il suo regno comincia nell’era di Antonio Bassolino, nel 2000. E anche quando Barbato viene eletto in consiglio regionale, nulla cambia. Nel biennio 2003-2004, l’ex senatore sistema anche la sua amante, come spiega Luciano Licenza, uno degli im prenditori dei Casalesi: “Ho dimenticato di riferire rispetto al rapporto che avevamo con Tommaso Barbato, che negli anni 2003/2004 egli ci imponeva anche di far svolgere il piano di sicurezza sui nostri cantieri dall’architetto Sabrina Pesce di Mari-gliano, persona con cui sapevamo egli aveva una relazione sentimentale”.

Il pentito: “Era il referente del clan in Regione”

Ecco il pentito Massimiliano Caterino su Barbato: “Si parlava di lui come persona referente del clan nella Regione Campania, nel senso che egli forniva appoggio al clan in questioni amministrative e politiche relative ai lavori che molti imprenditori di fiducia di Michele Zagaria ricevevano in Regione grazie al suo appoggio”. Il suo numero di telefonino era nella rubrica di Michele Fontana detto coruzzolo, esponente di prima fila dei Casalesi. Barbato faceva anche assunzioni. Rivela Francesco Martino, altro imprenditore del clan: “La gestione di tali centrali garantiva anche un ritorno elettorale, dal momento che i soggetti assunti, evidentemente si orientavano sul voto (…) in questo modo credo si possa spiegare la fortuna elettorale di Tommaso Barbato, originariamente un idraulico della Regione, poi assurto al ruolo di senatore”. Martino dice di avergli dato 20mila euro: “Mi disse che il denaro gli serviva per comprare l’auto alla figlia di Fantini”. Ossia Antonio, coordinatore regionale dell’Udeur.

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