Beppe Grillo: I 10 anni del blog per l’assalto al Parlamento

331

Il primo post pubblicato sul blog di Beppe Grillo porta la data del 16 gennaio 2005, lo stesso anno della nascita di Yo utube . Si intitola il “Muro del pianto”, è un manifesto in 14 parole di ciò che non sarà: “Questo è un post aperto per argomenti che non riguardano le città della tournee”. Ed è l’inizio di un fenomeno nuovo per forma e sostanza, almeno in Italia. La politica (gli Amici di Beppe Grillo si presenteranno alle amministrative in Sicilia nel 2008, il M5S arriverà solo nel 2009) incontra la rete, per non tornare indietro.

Da allora sono trascorsi oltre dieci anni: Grillo lo ha ricordato ieri, con l’annuncio della pubblicazione di alcuni ebook che raccontano l’Italia vista dai 5 Stelle attraverso post e discussioni su singoli temi. “La Rete è cambiata – scrive il fondatore -ci sono state guerre, nuovi governi, nuovi presidenti, disastri immani, qualcuno ci ha lasciato (…) Il mondo è cambiato e anche un po’ il blog, ma non ha tradito il suo spirito originale. Quello di informare e di rompere le uova nel paniere a delinquenti e corrotti”.

L’UOMO CHE SPACCAVA I COMPUTER in scena e che definiva la rete “inFernet” ne scoprì l’importanza dopo un incontro con Casaleggio e i consigli di un amico. Parallelamente all’avvio del blog, mise in scena uno spettacolo dal titolo Beppegrillo.it. “È una via di scampo – scriveva nei primi post, riferendosi al web – La tecnologia deve essere usabile, semplice, invisibile”. E lo è stata. Tanto che l’invisibilità è venuta meno: unico tra quelli italiani a entrare tra i 100 blog più letti e più influenti del mondo (tra i primi 25 secondo quanto riportato dal Time nel 2006), ha introdotto termini e concetti che oggi appartengono al vocabolario della satira e dell’immaginario dei lettori. Dal Bersani -Gargamella a Napolitano – Morfeo, passando per lo Psicona-no-Berlusconi, così battezzato in un post del 2009.

Ma il blog ha soprattutto avviato e vinto numerose battaglie. L’ultimo post invita a partecipare alla Fiaccolata dell’Onestà ad Ostia, il 27 giugno. Nel 2005 Grillo compra con altri cittadini una pagina de La Repubblica chiedendo le dimissioni di Antonio Fazio, al tempo governatore della Banca d’Italia coinvolto nello scandalo Opa-Antonveneta. Raccolse più dei 15mila euro richiesti.

Ed esultò definendolo il primo evento di democrazia diretta in Italia, decise di destinare il resto a un’altra iniziativa. Arrivò così la missione “Parlamento Pulito”, la pubblicazione della lista completa dei pregiudicati eletti, con relativi reati. Provò a comprare sui quotidiani italiani una pagina che l’ospitasse. Ma nessuno accettò. Alla fine l’acquistò una sull’Herald Tribune per 58 mila euro. Ma anche gli americani rinunciarono, intimoriti dalla reticenza della stampa italiana.

Ospitarono solo il link che rimandava al blog: li, il pdf completo, bandiera italiana e il disegno di una scopa, è ancora consultabile. Nel 2007 le primarie programmatiche online: discusse da almeno 800milapersone. E sul blog l’annuncio, lo stesso anno, del primo Vaffanculo day, o V-Day. “Una via di mezzo tra il D-Day dello sbarco in Normandia e V come Vendetta. Per ricordare che dal 1943 non è cambiato niente”, scriveva Grillo. E invece, almeno sul web, tanto è cambiato: come il “Partigiano della Terza guerra mondiale” (così si definì Grillo) aveva immaginato.

Condividi