Bere troppo tè aumenta il rischio di dialisi

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Bere troppo tè ricco di ossalati può danneggiare gravemente i reni.  Gli ossalati sono un vero veleno per i reni, e si trovano in molti cibi e bevande, come la birra scura, il tè nero, il caffé solubile, il cioccolato al latte, i cereali, gli spinaci, il pane integrale, i fagioli secchi e alcuni frutti come more, lamponi e mirtilli.

Una volta ingeriti si mescolano con altri minerali già presenti nell’organismo, e formano dei sali che ne bloccano l’assorbimento. Così gli ossalati favoriscono l’insorgere di osteoporosi, anemie e altro, e quando si combinano con il calcio danno origine all’ossalato di calcio, un sale insolubile che si accumula nelle vie urinarie e forma i calcoli renali. Stando al parere di Ramya Malchira, nefrologa allo UCLA Health di Santa Clarita, il consumo è soggettivo; ma la quantità massima tollerabile è di 500 mg giornalieri di ossalati. Quindi, se si consuma ain modo frequente un alimento molto carico di ossalti bisogna limitarsi con altri alimenti o bevande; in pratica sono consentite e non provocano grossi danni non più di due tazze di tè al giorno.

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Assumere troppi ossalati può portare all’emodialisi che serve ad eliminare le tossine, una pratica medica a cui sottoporsi circa 3-4 volte alla settimana e ogni seduta dura 4-5 ore circa, quindi parecchio invalidante per la qualità della vita. La dialisi peritoneale invece utilizza il peritoneo, ovvero il rivestimento della cavità addominale, e si serve di questo per ripulire il sangue. In quest’ultima modalità viene posizionato un catetere nella cavità peritoneale e attraverso il catetere viene fatta scorrere una soluzione che filtra le tossine e interagisce con il sangue.

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