Berlusconi come un bancomat per Ruby, fiumi di soldi ad Arcore

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La terza vita di Ruby comincia nell’aprile 2014, quando torna dal Messico. Ha perso tutto quanto le era stato dato da Silvio Berlusconi, o almeno così racconta. È il suo ex fidanzato e padre di sua figlia Sofia, Luca Risso, a essersi impossessato del malloppo. Lo ha impiegato per avviare un ristorante e un pastificio nei pressi di Playa del Carmen (“Casa Sofia”) e per comprarci una casa.

Poi ha rotto con Ruby e si è fidanzato con una bella ragazza messicana (poi peraltro arrestata perché coinvolta in una truffa milionaria alla lotteria nazionale). Così finisce la seconda vita di Karima El Mahroug, la vita splendida e dissipata tra Milano, Arcore, Genova e Cancun con cui aveva cancellato la sua prima vita difficile di ragazza scappata di casa e in perenne fuga dalle comunità protette a cui veniva assegnata. Chiusa l’avventura messicana e la storia con Risso, Karima deve ricominciare, ancora una volta, da capo. Torna ad Arcore. Chiede aiuto. “Papi” le dà una mano: 250 mila euro.

A gestirla è quello che considera il suo punto di riferimento, l’avvocato Luca Giuliante, il suo primo legale che le è rimasto vicino come uno zio buono pronto a darle consigli: non spendere troppo, non ti fidare degli “amici” interessati, trovati un’occupazione, cerca un equilibrio. Le ha regalato qualche libro da leggere, l’ha indirizzata (inascoltato) a un’amica psichiatra da cui farsi aiutare. Ha anche saldato i suoi debiti, come i 15 mila euro per una vacanza a Mikonos, in Grecia, dopo che gli amici con cui era se n’erano andati lasciandole i conti da pagare. O i 20 mila persi a Genova, dove Karima ha tentato di aprire uno studio estetico-dentistico per il suo nuovo fidanzato, Daniele Leo che ha in tasca, ironia della sorte, un diploma di igienista dentale proprio come un’altra protagonista del bunga-bunga, Nicole Minetti. Questa, almeno, è la versione dell’avvocato Giuliante, interrogato lunedì da Luca Gaglio e Tiziana Siciliano, i pm del Ruby 3 che indagano per corruzione in atti giudiziari e ritengono Giuliante il custode del tesoretto di Ruby.

Attorno a lei girano molti amici, versione postmoderna del Gatto e la Volpe. Fausta Viglialoro, per dire, si definisce artista e poetessa, disegna gioielli e scrive poesie. Fabio Vicamini si presenta come architetto e consulente aziendale. Ronzano attorno a Ruby e l’aiutano a impostare progetti d’investimento. Sì, perché il consiglio che alla ragazza arriva da “zio Luca” Giuliante è: scegli un’attività che ti renda autonoma. “Papi” può aiutarti a sistemarti, per l’affetto che ti porta, ma non pensare che possa essere il tuo bancomat per tutta la vita. Il progetto di centro estetico-dentistico a Genova fallisce, bruciando 20 mila euro. Fallisce anche il tentativo di far diventare Karima socia di un ristorante milanese, i Parioli: la proprietaria, Francesca Leggieri, cercava qualcuno che l’aiutasse a gestire l’impresa, ma Ruby, insofferente a orari e impegni, dopo due sere sparisce. Il Gatto e la Volpe preparano allora un progetto per una “società di comunicazione”. Investimento previsto: 400 mila euro. Giuliante sconsiglia: affare fumoso e rischioso. Ma Fausta Viglialoro non si perde d’animo e il 6 dicembre 2014 parte con Ruby dalla sua villetta di Vellezzo Bellini (Pavia) per Arcore. Porta il suo progetto di business e, insieme, una delle sue poesie, che regala a Silvio Berlusconi. Lui la legge a voce alta e poi confida, sorridendo, agli amici: “Sotto la poesia vedevo scritto: 400 mila euro!”.

Non se ne fa niente. Ma Ruby continua a spendere, mentre i poliziotti di Marco Ciacci indagano sui soldi di Silvio e gli investimenti di Ruby. Con l’obiettivo di dimostrare non solo che sono ben di più di quelli ammessi da Giuliante, ma anche che non sono un “aiuto” disinteressato per togliere dalla strada una ragazza sbandata finita dentro una storia più grande di lei, bensì il pagamento del suo silenzio sulle notti di Arcore e sulla sua presenza, da minorenne, alle feste del bunga-bunga. Intanto i pm acquisiscono anche alcune telefonate intercettate tra Berlusconi e alcune ragazze, tra cui Iris Berardi e Barbara Guerra. Al centro delle chiamate anche richieste di denaro che potrebbero essere legate alle “versioni” da dare ai magistrati sulle cene di Arcore. Erano state raccolte in un’inchiesta del dipartimento guidato fino a qualche mese fa da Alfredo Robledo.

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