Berlusconi esulta: Renzi è finito Ma non vuole votare subito

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Venezia, certo, ma anche Arezzo e Marina di Pietrasanta, a due pas-sidalfeudo diMatteo Renzi,in Toscana. Silvio Berlusconi è convinto che il premier «ha le ore contate, dovrà lasciare Palazzo Chigi».

Ad Arcore, dove il Cavaliere è rimasto per tutta la giornata di ieri, quasi interamente passata al telefono, sono convinti che «il fenomeno si è sgonfiato, la luna di miele del Pd col Paese è finita», che gli italiani preferiscono un «usato sicuro» a un «presidente improvvisato». Una cosa appare chiara all’ex premier: «Renzi non è imbattibile, il centrodestra unito vince».

I segnali che la proposta del giovane premier non convince né la sinistra storica né i moderati italiani gli erano apparsi chiari già dopo le Regionali. Le ricette economiche a suo dire «sbagliate», la sottovalutazione della questione immigrazione, quella che nel cerchio magico chiamano «arroganza» hanno eroso la fiducia che gli italiani avevano nel Rottamatore.

«La chiamata alla guida del Paese potrebbe arrivare anche prima del previsto», ammette la fedelissima Deborah Bergamini, regista del doppio successo in Toscana. «Renzi non resisterà molto ancora, il cambio della guardia a Palazzo Chigi è sicuro. Con elezioni? Siamo pronti», le fa eco IlMattinale.Il rischio che il leader Pd prenda atto della sconfitta bruciante e azzardi il voto anticipato con il Consultellum, però, è vissuto con maggiore preoccupazione di quanta sarebbe stata immaginabile.

«Dobbiamo ricostruire la coalizione«, è la priorità indicata dal leader di Forza Italia. Il primo passaggio è quello di recuperare il rapporto con la Lega di Matteo Salvini. Con il Carroccio, in realtà, le cose non vanno affatto male: «Ma non possiamo più apparire subalterni», chiarisce il Cavaliere. Berlusconi e Salvini si sono sentiti già ieri e si vedranno appena dopo Pontida. L’ex premier è disposto a concedere all’alleato una «virata a destra» delle posizioni di Fi su immigrazione e tasse, ma vuole gestire diversamente le ambizioni da candidato premier del segretario del Carroccio: «Più di tanto non potrà guadagnare voti, avremo più chance con un candidato moderato».

Una via d’uscita per le frizioni tra i due partiti sarebbe già pronta da due settimane; Berlusconi avrebbe proposto a Salvini di candidarsi a sindaco di Milano tra un anno. «Vinceremo sicuramente», rassicura il Cavaliere.

Che il leader della Lega non sia più oppositivo come un tempo lo si intuiva anche dalla disponibilità a vedere Berlusconi «anche prima di Pontida», cioè giovedì o venerdì a Roma, per «costruire insieme un governo alternativo a quello in carica». Se Renzi dovesse accelerare la situazione a rimetterci sarebbe dunque soprattutto l’ex premier, costretto a sostenere come candidato presidente il leader della Lega, privo di ogni potere contrattuale perché incandidabile, cosa che esporrebbe Forza Italia alla cannibalizzazione da parte del Carroccio già vista in Veneto e Liguria.

In questo contesto si inserisce la questione aperta con Denis Verdini. L’ex coordinatore Pdl avrebbe già pronto il suo gruppo di Responsabili pronti a votare al Senato le riforme concordate sei mesi fa col Pd. «Facciano quello che vogliono, non ci perderò più tempo. Questi risultati dimostrano ancora una volta che non abbiamo bisogno di nessuno», confessa il Cavaliere a un big azzurro.

Il riferimento a lui e a Raffaele Fitto non è affatto casuale. Berlusconi e Verdini si vedranno nelle prossime ore; difficile che la rottura venga evitata. «Questa operazione non ha alcuna prospettiva politica», lo avviserà il leader di Fi.Ma, paradossalmente, l’aiutino diVerdini al governo potrebbe giovare soprattutto al Cavaliere, consentirgli di guadagnare preziosi mesi per rimettere tutte le cose a posto (Anche per questa ragione nel suo inner circle suggeriscono di lasciare libertà di coscienza ai senatori sulle riforme di modo da evitare che lo strappo sia definitivo).

Da qui ad allora Berlusconi non starà certo con le mano in mano: già prima dell’estate farà tre tappe -una al Nord, una al Centro e una al Sud – del suo «giro delle cento Province», ideato per ricostruire il partito e un rapporto diretto con i suoi elettori. In settimana vedrà i coordinatori regionali. «L’Italicum? L’hanno fatto contro di noi, ma sarà un autogol. Al ballottaggio nazionale vincerà un nostro candidato, esattamente come accaduto a Venezia», rileva l’ex premier parlando con un ex ministro. E a chi gli chiedeva come si sentisse, Berlusconi ha risposto così: «Risorto. Alla faccia di chi mi dava per morto».

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