Bersani diserta il Nazareno e l’Italicum

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Pier Luigi Bersani non sarà oggi all’appuntamento che il Partito democratico, di cui è stato segretario fino all’aprile 2013, ha organizzato al Nazareno per far discutere i propri parlamentari di Scuola (dalle 14 alle 15), Rai (dalle 15 alle 16), Ambiente dalle 16 alle 17) e Fisco (dalle 17 alle 18). La convocazione aveva già indispettito prima gli invitati e poi chi li invitava. I primi non avevano gradito che i gruppi parlamentari fossero chiamati a discutere con una scaletta rigida e limitata. I secondi si erano adontati perchè l’invito a discutere era stato accolto di malo modo.bersani-770x490

Fatto sta che in un’intervista sul quotidiano dei Pao-lini l’Avvenire, Pier Luigi Bersani rompe gli indugi e dà tre avvisi al governo: non andrà al Nazareno oggi, non voterà l’Italicum alla Camera senza modifiche e ritiene anche che il Jobs Act sia incostituzionale. Sul primo punto qualifica la sua scelta: “Non ci penso proprio. Perché io m’inchino alle esigenze della comunicazione, ma che gli organismi dirigenti debbano diventare figuranti di un film non ci sto”. Su Riforme e Italicum chiarisce: “Il combinato disposto rompe l’equilibrio democratico. Se la riforma della Costituzione va avanti così io non accetterò mai di votare la legge elettorale”. Sulle nuove norme in tema di lavoro “mette il lavoratore in un rapporto di forze pre-anni ‘70” e per qu-sto motivo si pone “fuori dall’ordinamento costituzionale”.

BERSANI NON È IL SOLO a disertare l’assise nazarena. Anche Gianni Cu-perlo, nella minoranza, ritiene che sia meglio non partecipare. E Stefano Fassina chiede se è uno scherzo (e non si presenterà neanche lui”. E anche diversi senatori Pd preferiscono starne fuori. Luisa Bossa risponde alla convocazione con una lettera: “Tu dici che ci proponi la riunione per confrontarci ‘con sempre maggiore coinvolgimento anche nelle fasi preparatorie dei passaggi parlamentari’. Dandoci un’ora per ognuno di questi temi monumentali? Un’ora da dividere per circa 300 parlamentari? Se volessimo parlare tutti sarebbero 12 secondi a testa. Io in dodici secondi riesco a dire solo buonasera a tutti. Tu?”.

Lo stato maggiore del Pd, da Lorenzo Guerini a Matteo Orfini si dice incredulo. Matteo Renzi, come nello stile della casa, invece attacca: “Il nostro popolo, quello che ci vota alle primarie e che, dopo tante sconfitte, ci ha dato il 41% per cambiare l’Europa e l’Italia, non si merita polemiche ingiustificate persino sugli orari e sulle modalità di convocazione di questi incontri informali. Sul piano esterno, abbiamo delicati dossier aperti, a cominciare dalla crisi libica. Sul piano interno, proprio mentre costruiamo le condizioni della ripresa, una nuova destra di stampo populista europeo prova a sfidare il Pd. Non abbiamo tempo da perdere, non sprechiamo neanche un minuto in polemiche sterili. Al lavoro, per ridare speranza e fiducia all’Italia”.

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