Bimbo di sei anni fa un volo di 15 metri e si salva

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Ed ecco che si parla di miracolo, persino i medici che lo hanno operato con successo; e il padre che lo ha soccorso per primo, dopo il tragico incidente hanno gridato al miracolo… il bambino era caduto dal sesto piano, facendo un terribile volo di almeno 15 metri; il bimbo di soli sei anni, venti giorni fa era precipitato dal balcone del suo appartamento in zona Arcoveggio, nella periferia bolognese, riportando solo alcune fratture e un ematoma alla testa.

Adesso è fuori pericolo e sta per cominciare la riabilitazione al centro specializzato San Giorgio di Ferrara, dove è stato trasferito dall’unità operativa di Rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Bologna. La mattina del 17 marzo il bimbo era rimasto da solo in casa mentre il padre era uscito per accompagnare la moglie al lavoro e la figlia a scuola: spinto dalla curiosità il piccolo si era sporto troppo dal balcone, perdendo l’equilibrio e precipitando nel vuoto nel cortile interno del caseggiato. Quando il genitore, al suo ritorno, lo ha visto, era steso sul selciato ma ancora cosciente, e si lamentava.ambulanza1

Poi la corsa in ambulanza all’ospedale, all’inizio c’è stato il peggioramento delle sue condizioni e nei primi giorni di ricovero,il bimbo cade in coma; le sue possibilità di vivere erano solo del 30%, poi con un delicato intervento alla testa è stato rimosso l’ematoma, altre operazioni hanno ridotto le fratture al braccio, alla gamba e al bacino. Da un punto di vista medico il vero miracolo consiste nel fatto che dopo una caduta del genere, il bambino non abbia subito lesioni interne irrimediabili.

Il recupero, osservano i sanitari, è stato ottimo e veloce, considerata la gravità del trauma, ora il bambino ha ricominciato a respirare autonomamente e a nutrirsi, ha risposto alle sollecitazioni dei medici, ma soprattutto ha riconosciuto i genitori. Il padre, che è sempre rimasto vicino al suo bimbo, ha ringraziato con una lettera l’intera équipe dell’ospedale Maggiore che nelle ultime, drammatiche settimane ha assistito il bambino. Ora comincia il difficile percorso della riabilitazione, che riguarderà sia gli aspetti neurologici che quelli motori.

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