Bologna: festa blasfema dell’Arcigay, è polemica

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Una festa intitolata “Venerdì credici” è stata definita scaramantica e blasfema. Stiamo parlando della festa organizzata dal circolo Cassero dell’Arcigay presso una sede del Comune di Bologna e che all’indomani ha davvero scatenato una polemica infinita.

Il motivo, sarebbe il seguente, ovvero che nel corso della festa, come testimoniano le fotografie scattate e poi caricate su Facebook sono apparsi alcuni partecipanti con corone di spine, croci di legno e tuniche da prete. Addirittura alcuni partecipanti avrebbero anche mimato atti sessuali con crocifissi, e per questo motivo accusati di blasfemia. Indignati quasi tutti gli esponenti del mondo politico, a cominciare dal Movimento Cinque Stelle a finire a Forza Italia e Pd.Intervenuto anche Virginio Merola, del Pd il quale ha parlato dell’iniziativa come una grave offesa, “ha molto più del volgare e provocatorio”.

Bologna festa blasfema dell'Arcigay, è polemica

Intervenuta anche Raffaella Santi Casali, ovvero il consigliere comunale del Pd, la quale ha dichiarato: “Non trovo una sola ragione per cui questa roba debba avere luogo in una sede del Comune e finanziata coi soldi di tutti”.  “Durante quella festa ricorreva il travestimento che riprendeva i simboli della religione cattolica e in quel contesto sono state scattate foto evidentemente blasfeme, poi pubblicate sulla pagina Facebook del circolo.Il conflitto tra comunità lgbt e la parte politicizzata dei cattolici preesiste alla nostra festa e alle famigerate immagini, questo è un dato indispensabile per comprendere perché una persona omosessuale decida di dissacrare o irridere un simbolo religioso. Quel gesto rappresenta una liberazione rispetto a un simbolo che quelle persone percepiscono come oppressivo. E sono gli stessi cattolici a inserire il tema religioso a ostacolo e preclusione del riconoscimento dei diritti alle persone lgbt”, questa la risposta dell’Arcigay.

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