Campania, De Luca verso la sospensione

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ROMA All’indomani della combattuta elezione, Vincenzo De Luca, con la stessa determinazione che a Salerno gli guadagnò l’appellativo di ’’sindaco sceriffo“, parte come un treno nella prima conferenza stampa da governatore, per mettere con i piedi per terra l’ambizioso programma della sua campagna elettorale. Ma, sia pure mai evocato nel suo discorso, è presente a tutti il macigno destinato a frenare, almeno inizialmente, lo slancio del neopresidente: la sospensione dal nuovo incarico cui va incontro in virtù della legge Severino a causa della vecchia condanna in primo grado per abuso d’ufficio quando era sindaco di Salerno.

Festeggiando l’elezione con i suoi fedelissimi, De Luca ostenta sicurezza sul superamento dell’incognita giudiziaria che lo accompagna dalle primarie vinte su Andrea Cozzolino fino al voto di domenica. E indirizza un caldo ringraziamento «al segretario Renzi per la fiducia che mi ha voluto concedere». Segretario che, nelle vesti di premier, avrà un ruolo determinante nella vicenda che lo coinvolge. Sarà infatti Renzi a dover proclamare la sospensione del governatore in attesa che sia un giudice ordinario a decidere sulla sua eleggibilità. Sospensione che dovrebbe intervenire subito dopo il varo della nuova Giunta in cui figuri un vicepresidente o un vicario che possa reggere la Regione durante il ’limbo“ imposto a De Luca.

PRESSIONI

Scontata, quindi, la fretta con cui il neogovernatore si accingerà alla formazione della Giunta che lo stesso De Luca annuncia «all’insegna della competenza ed espressione della società civile». Sono infatti già in atto pressioni su Renzi per una decisione immediata sulla sospensione che non conceda a De Luca il tempo di nominare un vice. In questo senso la candidata del M5S alla presidenza della Regione, Valeria Ciarambino, ha presentato un esposto in Procura e al premier promettendo di «essere attentissima su questa battaglia». Uguale obiettivo sembra avere Renato Brunetta che preme per «un’immediata sospensione che Renzi dovrà disporre, pena l’incorrere egli stesso nel reato di abuso d’ufficio».

Dal Nazareno è Lorenzo Guerini a dare assicurazioni a De Luca che, per il vicesegretario dem, «era candidabile, eleggibile, insediabile: la legge non parla di decadenza, ma di sospensione». Tuttavia, Guerini esclude un’iniziativa del governo tesa a modificare la legge Severino, almeno nella parte riguardante la sospensione degli amministratori che abbiano ricevuto una condanna. D’altra parte, nel governo è il sottosegretario alle Infrastrutture e avvocato, Umberto Del Basso De Caro, ad assicurare che «esistono gli strumenti giuridi-co-processuali per risolvere questo problema. In questo senso – dice De Caro – attenderemo l’udienza della Consulta fissata a ottobre e vedremo». Ieri, si diceva, De Luca non ha affrontato direttamente il problema, fiducioso di poter andare comunque per la sua strada, anche sulla spinta dei numerosi auguri pervenutagli, tra gli altri, dal sindaco di Napoli, Luigi de Magi-stris, coinvolto in una vicenda giudiziaria assai simile alla sua, o da lidi politici e geografici molto più lontani, come quello di «buon lavoro» arrivatogli dal leader della Lega Matteo Salvini.

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