Cancro, in Italia guarisce il 60% dei pazienti

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L’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) durante il convegno tenuto il 28 aprile al Senato ha reso noto che in Italia sei pazienti su dieci riescono a guarire dal cancro; il dato è molto positivo ma ci sono molte problematiche ancora da affrontare, in prima linea c’è come handicap lo spreco di risorse con una buona parte degli esami che hanno un alto costo; durante il convegno inoltre è stato ribadito che la prevenzione è fondamentale.

Gli oncologi hanno lanciato un appello: “Bisogna tagliare sprechi. Bisogna dire alla gente che dal cancro oggi si può guarire non bisogna avere paura di fare gli esami di screening”. Il concetto è stato fortemente sostenuto anche dal ministro Lorenzin. Uno dei punti che rallentano l’evoluzione di risultati ancora più ottimali è la scarsa adesione ai programmi di screening; in questo senso la fiducia e la partecipazione da parte delle persone è ancora molto insufficiente; soprattutto nel sud del Paese, la situazione è resa ancora più difficile dai percorsi terapeutici non uniformi sul territorio.

 

In Italia vi sono ben due milioni e mezzo di pazienti sopravvissuti al cancro ed è un dato molto confortante, le guarigioni sono aumentante del 18% e la statistica si ferma al 2007; i riscontri positivi sono tangibili ma potrebbero  esserci vittorie ancora più numerose sul cancro, se la macchina sanitaria mettesse in moto nuovi strumenti logistici e tecnici, come le reti oncologiche regionali.

Il ministro Lorenzin ha commentato: “Oggi le Regioni che hanno attivato le reti oncologiche regionali sono pochissime ma senza una rete regionale non possiamo fare un lavoro di prevenzione e assistenza”. E Carmine Pinto presidente dell’Aiom ha ribadito: L’attivazione delle reti oncologiche regionali, procede con estrema lentezza: servono fino a 60 giorni per un’operazione di chirurgia oncologica, ma con le reti si potrebbero abbattere del 30% questi tempi; si potrebbero risparmiare milioni di euro evitando quel 15% di esami inutili, mentre più in generale vi sono terapie di non comprovata efficacia che costano ogni anno al sistema sanitario circa 350 milioni di euro. Il passo avanti è rappresentato dalle terapie personalizzate che agiscono solo sulle cellule malate preservando quelle sane, cui si aggiunge una nuova importante arma nel trattamento della patologia neoplastica rappresentata dall’immunoterapia, che riattiva il sistema immunitario contro il tumore”.

Altra novità importante: il presidente degli oncologi ha fatto richiesta per l’istituzione di un Fondo unico nazionale per i farmaci innovativi oncologi, in pratica un fondo pro farmaci che dovrebbe rendere la lotta contro il cancro ancora più veloce e mirata; fondo che dovrebbe essere istituito a partire dai nuovi medicinali immunoncologici, superando le criticità legate ai prontuari regionali

  •  Alcuni importanti dati presentati dall’Aiom:
    1 uomo su 2 e 1 donna su 3 sono destinati ad ammalarsi di cancro,
    nel 2014 sono stati registrati circa mille nuovi casi al giorno.
    Le forme più frequenti sono:
    quelle al colon-retto (52 mila diagnosi nel 2014),
    quelle alla mammella (48 mila casi),
    quelle al polmone (40 mila),
    quelle alla prostata (36 mila)
    quelle della vescica (26 mila).

Gli uomini vengono colpiti in modo più frequente, e nell’ordine: quelli alla prostata, al polmone, al colon-retto, alla vescica e allo stomaco. Le donne sono invece più spesso colpite dal cancro alla mammella, al colon-retto, al polmone, alla tiroide e al corpo dell’utero.

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