Carlo Conti e Maria de Filippi, ecco perchè sono i numeri uno

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And thè winner is…. Chiudete gli occhi e fate mente locale: chi sono i personaggi della tv ai quali siete davvero affezionati? Chi ha fatto secondo voi il programma più bello? Chi vi fa compagnia a cena o il sabato sera?

Anche quest’anno il 25 maggio su Rai 1 si disputa lo storico premio inventato da Daniele Piombi, Premio Tv 2015, per incoronare il meglio del piccolo schermo e noi vi anticipiamo che a sbaragliare la gara tra navigati showmen e celebri presentatrici sono due fuoriclasse abituati a collezionare premi: Maria De Filippi, infatti, vince di nuovo il Traliccio d’oro, una sorta di “Oscar” della tv, come Miglior personaggio televisivo femminile dell’anno e Callo Conti l’analogo riconoscimento maschile. Una giuria composta da un centinaio di giornalisti delle più importanti testale ha anche selezionato le 20 trasmissioni che si contenderanno il palrnares di “miglior programma” e durante la kermesse, l’Accademia, ovvero una giuria di personaggi della cultura e dello spettacolo, ne sceglierà 10 e attribuirà gli altri premi . Le novità di questa 55esima edizione, che sarà ancora condotta da Fabrizio Frizzi, è lo spostamento della location, da Sanremo a Roma.

Il Premio tv, che fa un bilancio della stagione televisiva, è un po’ l’equivalente televisivo del David di Donatello per il cinema o del Festival di Sanremo per la musica; naturale, dunque, che chi se lo aggiudica ne sia particolarmente orgoglioso: «Certo, mi fa piacere ricevere questo premio. E importante, è un riconoscimento della Rai», dice la regina degli ascolti, Maria De Filippi, che non nasconde la soddisfazione di veder riconosciuto il suo lavoro al limone di Amici, C’è posta per te e Uomini e donne. «Fortunamente per ora il riscontro del pubblico c’è, mentre questa è stata la scelta di una platea di giornalisti e quindi è una vece non saprei proprio fare C’è posta per te. La De Filippi ha un pathos e una delicatezza nel raccontare che io non possiedo e poi lei ha una perfetta comprensione dei tempi: sa quando aspettare e quando parlare».

E a proposito di “cavarsela” c’è da registrare quello che è stato il grande successo di Conti: la sua conduzione (e la direzione artistica) dell’ultimo Sanremo, ovvero l’edizione più vista e apprezzata degli ultimi 10 anni: quasi 11 milioni di telespettatori e, per la prima volta dopo molto tempo, anche bilanci in attivo con ottimi guadagni per la Rai che, a fronte dei 15,7 milioni di euro spesi per fare il Festival, ne ha guadagnati più di 6 netti.«Mi sono mollo divertilo a fare Sanremo», dice Conti «perché è uscito il vecchio disc jockey che c’è in me, il selezionatore di brani. Ma la vera soddisfazione è l’essere riuscito a riunire davanti alla tv nonni e nipoti perché questa è la mia cifra: fare programmi per la famiglia», ragiona a voce alta il conduttore toscano. Il suo punto di

forza? Lo mette a fuoco la De Filippi: «Conti non è mai prevaricatore, è rispettoso verso le persone che sono in trasmissione e del pubblico a casa. E poi è uno stakanovista. Abbiamo molti punti in comune: la passione per la musica, per esempio. E poi anch’io, come Carlo, cerco sempre di non stare “sopra” gli ospiti. Lavoriamo in sottrazione, come si dice adesso. Poi, certo, facciamo trasmissioni diverse: io lavoro più sulle emozioni, lui più sui talent e sui game. E poi io lento di stare defilata, mentre lui è più centrale nella conduzione».
Affinità e differenze professionali: mentre se ne parla viene subito in mente che una doppietta “Conti-De Filippi” potrebbe spaccare in tv. E visto che già si ipotizza una seconda edizione di Sanremo affidata a Conti, la domanda viene spontanea: li vedremo insieme sul palco dell’Ariston? Ecco le loro risposte. Carlo: «Chi ha detto che farò ancora Sanremo? Certo, guardare il badge d’ingresso di mio figlio Matteo (15 mesi, ndr) mi emoziona, però non sono affatto sicuro di accettare. Come potrei fare

meglio dei risultati che ho ottenuto? Invece su una conduzione Conti-De Filippi dico che insieme potremmo lavorare bene, non solo per Sanremo. Però io e Maria siamo abituati a lavorare da battitori unici, bisognerebbe creare un programma con due ruoli distinti magari con un intercalare di conduzione».
E anche la De Filippi ha le idee chiare: «Mi è piaciuto il Sanremo di Carlo perché è stato serenamente nazionalpopolare, senza dare la caccia a scoop più o meno finti, a polemiche o al consenso

della critica. Ha fatto scelte intelligenti, mettendo in scena un Festival della musica vero, bravissimo nell’ingaggiare Emma e Arisa, rispettoso dei gusti del pubblico puntando pure sui talent  ma senza piazzarci il suo, Tale e quale show, secondo me solo per pudore. E gli ascolti lo hanno premiato. In tutto questo ritrovo punti di sintonia con me stessa.

«Ogni tanto salta fuori la voce di una nostra co-conduziome ma nessuno me l’ha mai chiesto», continua la mattatrice di Amici. «Il Festival di Sanremo può fare paura, perché, è inutile nasconderlo, c’è sempre l’incubo della curva degli ascolti e poi è un programma impegnativo che richiede almeno un anno di lavoro e io non ho tempo, forse nemmeno la competenza, per fare, che so, il direttore artistico. Ecco, se mi dicessero: “Ti vogliamo sul palco delFAriston ma solo per la conduzione, magari per una sera”, beh, allora a queste condizioni lo farei, sì». Conti hai sentito? Si può fare!

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