C’era una volta un ufficio nel bosco

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Josè Selgas e Lucia Cano: un ufficio nel bosco 22

Architettura tra le foglie per José Selgas e Lucia Cano: se Olivetti fosse vivo sarebbe felice di vedere che le sue idee sono divenute ancora una volta realtà. Mai come in questa occasione infatti si è concretizzato quello che era il sogno di un imprenditore dalla grande immaginazione e dal ancor più grande intuito: un posto di lavoro concepito a misura d’uomo e di paesaggio. È possibile infatti da qualche tempo a questa parte, che, passeggiando per i boschi di Madrid, possiate incontrare degli architetti a lavoro in un ufficio di trasparente.

L’idea geniale è dello studio SeglasCano (José Selgas e Lucia Cano) che ha pensato bene di creare un ambiente dalle linee eleganti e luminose, dai colori stimolanti e soprattutto dal panorama mozzafiato.


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Il bio-ufficio , per metà sotterraneo, è formato da un open-space rettangolare, con una facciata in plastica acrilica trasparente, che curva fino al soffitto offrendo illuminazione naturale e un panorama d’eccezione, e una facciata opaca, spessa 11 centimetri, realizzata con strati di poliestere e fibra di vetro.

Un sistema di carrucole permette la circolazione dell’aria e mantiene fresca la temperatura interna. La pavimentazione è in legno mentre sono in cemento le pareti disposte sottoterra. L’idea, in se molto semplice, ha creato qualche problema ai progettisti:

“Per realizzare il progetto c’era bisogno di un tetto che fosse il più trasparente possibile. Allo stesso tempo però avevamo bisogno di proteggere la zona delle scrivanie dal sole diretto”, spiegano gli architetti, “la curvatura del tetto, ad esempio, viene prodotta solo per i tetti di alcuni treni in Germania e quindi abbiamo dovuto aspettare l’ordinazione delle ferrovie tedesche perché i pochi metri di cui avevamo bisogno non giustificavano la produzione.”

Volere è potere e poi, si sa, quando ci mette lo zampino l’immaginazione nessun problema è irrisolvibile, ogni sogno è realizzabile, quello dell’imprenditore e della sua fabbrica a misura d’uomo, quello di due architetti e del loro ufficio nel bosco:

“Abbiamo voluto che la natura accompagnasse la vita della fabbrica […] così questa si è elevata, nell’idea dell’architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno.” (Adriano Olivetti)

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