Cesare Cremonini sforna una canzone da cantare in spiaggia

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Ormai non c’è estate senza una canzone di Cesare Cremonini. Quest’anno è il turno di «Buon viaggio (Share the love)», brano contenuto nel suo nuovo album dal vivo, «Più che logico live». Per festeggiare questo ennesimo successo abbiamo incontrato Cesare nel leggendario Grand Hotel di Rimini. E tra un caffè e una passeggiata in spiaggia ci siamo fatti accompagnare in un lungo viaggio nelle sue estati. Del passato, del presente e del futuro.

Qual è il suo primo ricordo estivo?

«La mia famiglia ha una cascina in campagna, vicino a Bologna, dove mia nonna la domenica ci cucinava le tagliatelle. Ho cominciato a sognare di fare il cantante durante quelle lunghe estati passate a cacciare farfalle e giocare con le galline». Invece al mare non andava mai?

«Il mio ricordo da bagnasco dove andavo con la famiglia. Viaggiavamo nelle cuccette di un treno e ci svegliavamo in questa meraviglia: è un’emozione che ho ancora dentro. La prima canzone che ho scritto, “Vorrei”, è nata proprio a Maratea. Non avevo la chitarra con me, la scrissi a mente»

E le estati da adolescente come le passava, prima di diventare famoso?

«In quegli anni è nato il mio rapporto con la Romagna: la mia compagnia, “la balotta” come si dice a Bologna, si mischiava con quella romagnola e… le dico solo che eravamo dei pischelli molesti. Facevamo da Bologna a Riccione con la Vespa, ma per noi era la Parigi-Dakar. E durante quelle estati passavo le nottate a scrivere le future canzoni dei Lùnapop».

E delle due estati con i Lùnapop, tra il 1999 e il 2000, che ricordi ha?

«Sono qualcosa di sempre più lontano, come le prime pagine di un album di ricordi. Ma in quegli anni ho imparato ad avere un grande rispetto della gioia del pubblico. Il ricordo di quelle estati, al di là dell’ubriacatura da successo, è la visione meravigliosa della marea di gente che veniva a sentirci suonare».

Cos’ha imparato da allora?

«Da quando ho iniziato a fare il solista ho capito subito che la credibilità è una cosa che va conquistata giorno dopo giorno, disco dopo disco. Sono stati questi gli anni più belli e importanti della mia vita, grazie al mio percorso ho raggiunto una nuova consapevolezza. Senza rinunciare mai all’entusiasmo».

A lei piace essere abbinato all’idea del «tormentone estivo»?

«Oggi è fondamentale che una canzone estiva abbia un contenuto, il pubblico non vuole più brani sciocchi o superficiali. Credo che “Buon viaggio” abbia una leggerezza estiva, ma non è una cosa premeditata. Però sì, mi piace scrivere canzoni in inverno per poi… andare al mare con la mia musica in sottofondo».

Con il nuovo disco dal vivo si chiude la fase di «Logico», l’ultimo album?

«Le quattro nuove canzoni sono il secondo tempo di una partita che stavamo vincendo. Abbiamo deciso di dare ancora più spettacolo, giocare senza schemi, divertire il pubblico senza l’ansia del risultato. E così faremo anche in tour».

Cosa ci aspetta nei nuovi concerti?

«Uno spettacolo tutto nuovo, ma con la voglia di portarci dietro quello che abbiamo imparato lo scorso anno. È stata una grande gioia. Le canzoni nuove saranno divertenti, sono tutte da cantare a squarciagola. Sarà il tour dei tour».

Ci saranno delle sorprese?

«Il mio rapporto con il palco non ha bisogno di cose pacchiane: al centro ci sarà la musica, ancora una volta. E che musica: sul palco ci sarà una band di nove elementi, purtroppo senza la tromba di Marco Tamburini che se n’è andato pochi giorni fa. È stato un grande dolore, e sostituirlo sarà difficile. Il tour sarà un nuovo viaggio, quello che mi riporterà a casa. L’ultimo ricordo che io e i fan potremo condividere, per un po’».

Quindi dopo si fermerà per un po’?

«Sicuramente. Ho dato tanto negli ultimi quattro anni, ma ho ricevuto altrettanto, da parte dei media e del pubblico. Non voglio abusare di questa fiducia. Voglio che quello che propongo sia sempre all’altezza di questa generosità».

Veniamo alle estati future, quindi. Dove pensa che sarà tra un anno?

«Credo che l’estate prossima la passerò a scrivere il nuovo album. Nel frattempo però ho un sogno: fare un lungo viaggio, forse da solo. Vorrei stare via due o tre mesi, portando con me una chitarra. Se avrò questa fortuna, può darsi che la prossima estate starò scrivendo una canzone mentre faccio il giro del mondo».

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