Cibo contaminato dal Mercurio a Pescara e Provincia

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bussi

Cibo Contaminato Pescara e Provincia, a rischio tutte le colture lungo il Pescara.

Cibo Contaminato Pescara e Provincia, le coltivazioni sul fiume Pescara sono piene di mercurio proveniente dalla discarica di Bussi.


L’Istituto Superiore di Sanità dopo aver dichiarato irrimediabilmente contaminata l’acqua di Pescara e dintorni, fa sapere che a seguito di un esame, sono stati rilevati in alcuni vegetali coltivati nella zona tracce di mercurio oltre il limite consentito.
Valori medio-alti che si aggirano attorno

0.641 mg/kg in erba di frumento, 0.135 mg/kg in cariossidi di grano (frutto del frumento), 0.550 mg/kg in campioni di vite, e 5.2 mg/kg in foglie di olivo.
E dice “Oggi, basandoci su una consistente base di informazione, possiamo valutare i valori medi riscontrati sui vegetali raccolti nell’intorno del sito (in particolare riferendoci alla cariosside di grano utilizzata per la trasformazione in farina) come 44-150 volte superiori alle concentrazione tipicamente riscontrate nell’alimento in Europa”.

Ma la ricerca condotta non porta in luce solo la realtà attuale, ma 40 anni di allarmi e studi ignorati che hanno messo a dura prova la sicurezza dei cittadini.
Una situazione che perdura dal 1972, quando lungo gli argini del fiume Pescara è stata trovata una cospicua quantità di mercurio, individuata anche nei capelli dei pescatori e nel pesce, questi dati sono stati resi noti 10 anni dopo.
L’esame dei tessuti muscolari dei pesci che vivono alla foce ha tristemente messo in luce come chi abbia consumato pesce non pescato al largo, una o più volte a settimana, aveva all’epoca livelli di mercurio nell’organismo di un adulto 14 volte superiore alla media e 10 volte maggiore rispetto al normale nel corpo dei bambini.
I consumatori occasionali invece hanno riportato livelli entro i limiti, lo studio fa riferimento agli abitanti di Villa Santa Lucia degli Abruzzi, in provincia de L’Aquila.

La nota dolente è quella che condanna tutti i cittadini ad un “concreto pericolo per la salute“, come spiegano gli incaricati dell’Istituto Superiore di Sanità:

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