Cinque Stelle in salita “Miracolo” quasi fatto

3858

Sono solo exit poll, aspettiamo i risultati veri”. Alle 23 e qualche secondo, Alice Salvatore, genovese di 32 anni, candidata dei Cinque Stelle in Liguria, diventa una gio-catrice centrale nella partita delle Regionali. Cerca di sfuggire ai cronisti che la assediano in ristorante di Genova, comitato elettorale low cost, mentre gli schermi de La7 diffondono numeri che la danno tra il 25 e il 29 per cento, a un’incollatura dal forzista Giovanni Toti, tra il 28 e il 32. La renzianissima Raffaella Paita è stimata tra il 21 e il 25 per cento.

Sono solo sondaggi, stime che potrebbero finire in aria in un amen. Ma il Movimento comincia a sognare l’impresa, proprio nella regione su cui puntava quasi tutto. “Il miracolo lo possiamo fare solo in Liguria” era il commento (ufficioso) comune a staff e parlamentari dei Cinque Stelle, da settimane. Non a caso, l’unico comizio in campagna elettorale Beppe Grillo lo ha tenuto venerdì scorso nella sua Genova, abbracciando la Salvatore mentre ballavano a ritmo di blues sul palco. Due giorni dopo la dottoranda in lingue, già presentata alle scorse Europee, scopre di essere davvero in partita. È visibilmente emozionata, ma ai microfoni tiene il punto (o la linea): “Sono solo exit poll, stime, non sono dati attendibili: aspettiamo risultati veri”.

POI SI LAMENTA della scelta di tenere le elezioni il 31 maggio, a ridosso del ponte: “Favorisce l’astensione” (le prime proiezioni davano l’affluenza in Liguria poco sopra il 50 per cento). E la butta lì: “Noi facciamo accordi sui temi”. Mentre Salvatore prova a rimanere calma, Grillo segue tutto dalla sua villa di Sant’Ilario, vicino al seggio dove aveva votato in mattinata. Si era presentato con una gag, scherzando con la moglie Parvin: “Sai come votare? Ti ho spiegato tutto”. E lei: “Sì, sì, certo che lo so”.

Non pago, Grillo ha chiesto ridendo al presidente di seggio se poteva filmare con il telefonino la moglie mentre votava. Ovvio e divertito il no. Una volta votato, il leader se ne è scappato via in moto. Dietro di lui, le speranze del M5S, che alle Regionali chiedeva soprattutto buone percentuali nelle regioni decisive. E che a inizio serata sorride forte. Anche in Campania, dove ieri sera quasi tutto il direttorio si è raccolto nel comitato elettorale della candidata Valeria Ciarambino. Circostanza non sorprendente, visto che 4 su 5 del coordinamento sono campani, e che Luigi Di Maio è un grande amico della candidata (sono entrambi di Pomigliano D’Arco, militanti nello stesso meet up).

Gli exit poll della Emg su La7 la davano tra il 20 e il 24 per cento. “Una bella percentuale” commentavano fuori microfono dal Movimento. Soddisfazione comprensibile, visto che l’obiettivo primo era stare sopra il 20 per cento, il Rubicone elettorale del M5S. Non a caso, le attese erano soprattutto per il dato sulla lista, perché le voci che circolavano già dal pomeriggio e gli spifferi dal comitato elettorale parlavano di un M5S addirittura primo.

Proprio come aveva pronosticato un sondaggio sul Mattino di 20 giorni fa, che dava i Cinque Stelle al 23 per cento, di un soffio sopra il Pd. A rafforzare i sorrisi nel Movimento, le prime proiezioni di Nicola Piepoli per la Rai, che davano in Puglia davano la 5 Stelle Antonella Laricchia al 20 per cento, dietro il dem Michele Emiliano. Questa mattina tutti i sette candidati governatori del Movimento saranno a Roma, alla Camera, per commentare l’esito del voto in diretta streaming, dal blog di Grillo. Potrebbe esserci anche il fondatore, che però scioglierà la riserva solo all’ultimo minuto. I primi numeri apparsi in serata dovrebbero stimolarlo: eccome.

Condividi