Claudio Giardiello, accusa malore all’udienza, richiesta perizia psichiatrica

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Sviene prima di incontrare il Gip, che poco dopo decide Claudio Giardiello deve restare in carcere, e dispone su di lui una valutazione psichiatrica. Una coincidenza, ma due giorni fa poco prima della cattura aveva accusato un altro malore, oggi sta bene fisicamente ma non riconosce le persone, eppure le ha riconosciute bene le sue vittime uccise a colpi di pistola nel tribunale a Milano, un avvocato, un ex socio in affari e un giudice, già colpiti in tre minuti appena, spostandosi con sicurezza lungo i corridoi e scale del tribunale di Milano, giorni prima potrebbe aver fatto un sopralluogo nel palazzo di giustizia per studiare tempi e vie di fuga.

Giardiello, prima imprenditore immobiliare che vantava far di successo, in passato noleggiò anche un jet privato, poi la parabola discendente.
A Como nel 2011 era stato condannato ad otto mesi, pena sospesa per una storia di soldi non restituiti ad un casinò, un tempo tappa preferita del killer, la difesa di allora, aveva tentato la carta di una perizia psichiatrica per certificare la dipendenza dell’imprenditore dal gioco, ma il giudice dell’epoca disse no.

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