Coaching peso: Cosa c’entra il Coach con la dieta?

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Diciamocelo francamente : se siamo in sovrappeso la tentazione di sperimentare l’ultima dieta di grido è qualcosa a cui facciamo fatica a resistere.

E allora ci gettiamo a capofitto nell’ultima trovata di moda in fatto di dieta e sperimentiamo anche quella.

Questo ha fatto il successo di molte diete negli ultimi anni: quella del sondino,  la Dukan e molte altre.

Sperimentiamo l’ultima in termine di popolarità, con la speranza che sia la volta buona.

Premesso che non ne faccio una questione di questa è meglio di quella, non le conosco a fondo, sono un Coach e non una dietologa né una nutrizionista per poterle giudicare, la domanda che invece mi viene spontanea è : se le diete fine a se stesse fossero la soluzione al sovrappeso, perché abbiamo bisogno di farne più d’una?

Se funzionassero come ci promettono, non avremmo dovuto risolvere il nostro problema semplicemente seguendo la prima?

Invece questo non succede.. le statistiche dicono che il 90% delle diete non funziona o se anche riusciamo a eliminare il peso in eccesso, probabilmente lo riprenderemo nel giro di qualche anno.

Perché succede questo? Perché persone che partono con i più buoni propositi li vedono miseramente fallire strada facendo? Oppure perché ci sono persone che faticosamente arrivano al proprio peso forma (o meglio io preferisco dichiarare che sarebbe importante arrivare al proprio GIUSTO PESO) facendo grandi rinunce e nel giro di qualche anno (se non anche prima) si vedono riprendere tutti i chili persi, insieme magari anche agli interessi?

Cosa non funziona nella dieta?

La dieta non funziona perché si basa su due semplici principi:

  1. Ti dice cosa e quanto mangiare ma non ti dice chi diventare
  2. Si basa sul concetto del “devo” e non su quello del “voglio” portando le persone a fare tutto facendo fatica, in attesa di ricominciare a fare quello che si faceva prima il prima possibile

Questo fa capire chiaramente come andare a lavorare sullo stesso livello in cui il problema si manifesta, cioè il comportamento rispetto agli alimenti e alle quantità, non è sufficiente.

Occorre andare a lavorare a livelli più alti.

Le emozioni sono le responsabili principali del sovrappeso. Non perché il nervoso faccia ingrassare, ma perché se ho il nervoso, quell’emozione creerà dentro di me uno stato d’animo insoddisfatto, che ricerca compensazione immediata e facile per poter essere messo a tacere.

E cosa di più facile, autonomo, a portata di mano, economico, che aprire il frigorifero e svuotare la vaschetta del gelato?

E allora ecco che entra in gioco il lavoro che si può sviluppare facendo coaching per controllare il peso: andare a riconoscere quali sono le emozioni che ci impediscono di vivere buoni stati d’animo così da non dover ricorrere sempre al cibo per compensare, saper riconoscere e annullare quel dialogo interno che ci depotenzia poiché mette in evidenza le nostre mancanze facendoci sentire degli incapaci, avere una visione d’insieme positiva, puntando di più sul valore salute piuttosto che sulla momentanea soddisfazione di indossare il costume la prossima estate, sono tutti aspetti che con il coaching vengono presi in considerazione.

Un lavoro tra coach e coachee (cliente) di questo tipo, aiuterà a risolvere il problema alla fonte, nella generazione di stati d’animo positivi e potenzianti, che devieranno il bisogno di ricercare cibo per riempire quel vuoto che precedentemente si sentiva.

Questa è la nuova frontiera del dimagrimento: utilizzare le potenzialità della nostra mente, per ottenere quel corpo che desideriamo da tempo e che fa parte del nostro tutt’uno.

Possiamo pensare che sia possibile Dimagrire Serenamente:  fare in modo di rientrare in quel famoso 10% che ce la fa!

Cos’è il Coaching?

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