Come capire se si sono Rotte le Acque?

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Capire se si Sono Rotte le Acque- Ricevo spesso richieste di delucidazioni da Donne in gravidanza riguardo la Rottura delle Acque e su come fare per riconoscerla

Eccomi qui quindi, per cercare di risponde a tutte Voi e risolvere una volta per tutte questo dilemma (che, devo dire, spesso mette un po’ in crisi).

Consideriamo che per “Gravidanza a Termine” si intende il periodo dalla 37ma alla 42ma settimana e andremo dunque a descrivere l’evento in questione in una situazione di “normalità”, escludendo a priori situazioni di patologia.

Anzitutto possiamo dire che, secondo le Linee Guida Internazionali che descrivono evoluzione di Gravidanza, Travaglio e Parto, la rottura delle membrane (e quindi la fuoriuscita del liquido amniotico) dovrebbe avvenire spontaneamente nel momento del travaglio in cui si è a “dilatazione completa”, ossia a 10 cm di dilatazione (diametro minimo per permettere alla testa del Bambino di poter passare nel canale vaginale).

Ciò avviene, secondo indagini statistiche, poco frequentemente poiché nella maggior parte dei casi, qualora si verificasse un rallentamento della fase di dilatazione in travaglio, uno dei metodi più efficaci per aumentare l’attivita contrattile è proprio rompere le membrane artificialmente. Capita poi che le membrane si rompano prima dell’inizio del travaglio, anche quando non ci sono contrazioni e senza motivazioni particolari.

Il dubbio primario comunque resta: Come faccio a capire se si sono rotte le acque?

Bisogna stare attente e soprattutto non affidarsi  esclusivamente alle esperienze e dicerie di amiche/ parenti che possono confonderci!

Possiamo dire che il sacchetto amniotico dove il feto nuota per nove mesi è come un palloncino pieno d’acqua e quindi si può “rompere” in qualsiasi punto. Se tale punto fosse più vicino alla vagina (per intenderci nella “parte più bassa” dell’addome) si verificherebbe la classica descrizione di rottura “a cascata”, ossia una fuoriuscita di liquido tale che non porterebbe a dubbi ulteriori poiché può portare a bagnare (più volte!) i vestiti che avete addosso.
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Se invece il sacchetto si rompesse in un punto lontano dall’uscita il liquido, prima di giungere in vagina e uscire, deve percorrere tutta la parete integra del sacchetto, manifestando esternamente una perdita lenta ma costante.

Cosa fare quindi se ci si trovasse in questa ultima situazione, per cui si vedono gli slip bagnati ma in maniera “non così evidente”? Semplice e intuitivo: indossare un assorbente bianco per due ore e osservare ciò che accade; se dopo tale periodo l’assorbente risulta asciutto allora non si tratta di liquido amniotico, mentre se fosse bagnato lo è.

Ricordiamo che il liquido amniotico è inodore e incolore (come l’acqua), quindi facilmente distinguibile da perdite di urina (la quale ha odore e colorazione caratteristici) e da perdite vaginali (di consistenza più mucosa, generalmente biancastre e con odore specifico).

Non dimentichiamo poi che il liquido, una volta rotto il sacco amniotico, continuerà ad uscire fino alla nascita del Bambino!

Spero di aver tolto tutti i dubbi riguardanti tale argomento così “cruciale” e aspetto eventualmente Vostre domande specifiche! Buon proseguimento! Emanuela.
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